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PLAYOFFS: Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets

L’uomo più importante

Los Angeles LAKERS

Non c’è dubbio su chi sia l’uomo più importante della franchigia della California: il cinque volte campione NBA (2000, 2001, 2002, 2009, 2010) Kobe Bryant. Uno con il suo palmares non ha certo bisogno di presentazione. Abbandonato dal suo mentore Phil Jackson, Kobe quest’anno si è spesso caricato sulle spalle la squadra. In lizza fino all’ultima gara con Durant per vincere il titolo di miglior marcatore stagionale, Kobe è stato accontentato nella richiesta di allontanare lo spremuto Fisher per ottenere un play più giovane e dinamico come Sessions. Il rapporto con coach Brown vive di alti e bassi ma è in campo che Kobe risponde meglio alle critiche: piazzati, penetrazioni impossibili, difesa intensa e generosa. Questo è lo stile di Kobe, uno che non ama perdere.

Denver NUGGETS

Per indicare il vero nuovo uomo franchigia in Colorado dovremo forse aspettare il prossimo anno, nel frattempo possiamo indicare Ty Lawson come uomo di punta per almeno 4 motivi che indicano la crescente importanza del play frutto di North Carolina alla terza stagione nei pro: è il giocatore ad aver incrementato maggiormente i minuti di impiego (da 26′ a 35′), è il giocatore ad aver aumentato maggiormente la propria media realizzativa (da 11.7 punti a partita a 16.3), è il giocatore ad essere stato più a lungo utilizzato da coach George Karl (2063′ di impiego) ed è il giocatore con il maggior numero di assist (6.7 a gara). Numeri importanti che lo mettono di diritto tra i play più “efficaci” del momento.

 

Il quintetto

Los Angeles LAKERS

Il quintetto dei Lakers è, in valore assoluto, molto buono. L’arrivo di Ramon Sessions ha garantito ai Lakers un salto di qualità in cabina di regia (anche se hanno perso la capacità di Fisher di essere decisivo in certi momenti) ma i 12 punti e i 6 assist abbondanti a gara dicono della bontà dell’operazione del front office gialloviola. Nel ruolo di ala piccola c’è Metta World Peace, genio e sregolatezza, al servizio (o al danno) della squadra, quasi 8 punti a gara ma decisivo nel periodo senza il suo capitano; il gesto scellerato su Harden gli farà saltare la prima fase dei playoff ma quando rientrerà (se i Lakers saranno ancora in corsa) potrebbe rivelarsi l’arma in più. La coppia di lunghi più interessante di tutti i playoff trovano casa allo Staples Center sponda Lakers. Nel ruolo di ala grande, c’è Pau Gasol, lo spagnolo è l’unico giocatore sempre titolare, i suoi 17 punti e 10 rimbalzi abbondanti a gara hanno spinto i suoi in cima alla Pacific Division, ma da lui nei playoff ci si aspetta maggiore incisività e cattiveria. Nel ruolo di centro troviamo Andrew Bynum quest’anno chiamato alla prova di maturità, finora per lui quasi 19 punti e 12 rimbalzi a gara per lui.

Denver NUGGETS

Il ruolo di guardia titolare spetta ad Arron Afflalo che è anche il giocatore con più presenze da titolare in squadra (60); l’ex Pistons è migliorato ulteriormente rispetto lo scorso anno portando a oltre 15 punti il suo bottino realizzativo a gara. Nel ruolo di ala piccola trova invece spazio il nostro Danilo Gallinari che ha vissuto una stagione travagliata da infortuni riuscendo comunque a gestire l’accresciuta concorrenza interna ritagliandosi una signora media punti di 14.6 a gara (-1 dalla scorsa stagione) e aumentando a 2.5 la media assist; da lui sarebbe lecito attendersi la definitiva consacrazione in questi playoff. Nel ruolo di ala grande titolare ha trovato spesso spazio il rookie Kenneth Faried che al primo anno da pro ha fatto già vedere cose molto interessanti tra cui un 58.5% al tiro e oltre 10 punti e oltre 7.5 rimbalzi di media a partita (in 22′ di utilizzo). La partenza di Nenê ha aperto una falla nel ruolo di centro titolare dove spesso è stato schierato il russo Timofey Mozgov che, al secondo anno tra i pro, è il tipico “finto titolare” giocando solo 15′ a gara di media fornendo 4 punti e solo 4 rimbalzi a gara.

 

La panchina

Los Angeles LAKERS

E’ uno dei punti deboli dei Lakers. Le partenze di Odom e Brown hanno lasciato un vuoto enorme che i Lakers non sono stati in grado di colmare. Migliore giocatore a subentrare è l’ala piccola Matt Barnes (7.8 punti in 23′) gran combattente e discreto tiratore che quest’anno ha saputo trovare una certa continuità di rendimento. Steve Blake (5.2 punti, 3 asssist a gara in 23′) è il play di riserva che, però, continua a non convincere. Al rookie Andrew Goudelock tocca lo sgradito ruolo di riserva di Kobe, 4 punti e 10′ a gara il suo bottino quest’anno, ha molto da imparare. Da Houston è arrivato Jordan Hill a completare la batteria dei lunghi gialloviola, a lui non si chiede altro che far rifiatare i 2 titolari e finora lo ha fatto piuttosto bene trovando 4 punti a gara in soli 8′ di utilizzo. Nell’affollato spot di ala piccola ci sono anche Devin Ebanks (3.5 punti a gara in 16′) e l’indegno sostituto di Odom, McRoberts (2.5 punti in 14′ di impiego). Altro lungo è Troy Murphy, a lui come a Hill si chiede più che altro di rientrare nelle rotazioni dei titolari e lui ha risposto con 3 punti di media in 16′. Chiude il roster, il rookie Darius Morris, guardia che ha trovato davvero poco spazio (18 presenze per 147′ totali di impiego e 2 punti di media).

Denver NUGGETS

In questa stagione, il classico ruolo del sesto uomo è toccato al veterano Al Harrington che in 63 partite disputate è subentrato dalla panchina ben 62 volte portando alla causa oltre 14 punti e 6 rimbalzi di media a gara dimostrando di aver superato quei problemi di ambientamento che aveva trovato lo scorso anno dopo l’addio a New York. La partenza di Nenê ha portato in Colorado il centro JaVale McGee che lasciando i Wizards ha visto diminuire i minuti a sua disposizione migliorando però l’efficacia realizzativa (61%) mettendo a referto quasi 10 punti e oltre 8 rimbalzi a partita. Altra pedina preziosa dello scacchiere di coach Karl è l’esperta guardia ex-Portland Andre Miller che in 64 presenze (il più presente) ha fornito quasi 10 punti e 7 assist a gara in 27′ di impiego. Tornato giusto in tempo dalla Cina per spingere i Nuggets ai playoff, la guardia Wilson Chandler ha fornito alla squadra ulteriori 9.5 punti a gara dovendo però ancora superare il periodo di riadattamento alla NBA. Nel ruolo di ala c’è anche il campione in carica (pur giocando pochissimo) Corey Brewer che quest’anno è tornato su buoni livelli garantendo quasi 9 punti alla squadra (in 22′). Altro giocatore importante, ma forse non troppo adatto al basket NBA, è Rudy Fernandez che quest’anno ha collezionato solo 31 presenze con 8.6 punti di media. Completano la rosa i centri Kosta Koufos e Chris Andersen, la guardia/ala Jordan Hamilton e il rookie Julyan Stone.

 

L’allenatore

Los Angeles LAKERS

Già essere il successore di Phil Jackson è difficile, ma la scelta di Mike Brown ha lasciato piuttosto perplessi. Allenatore dell’anno 2009, è stato scelto senza convinzione da Buss probabilmente per la sua precedente esperienza ai Cavs (272-138) in cui ha gestito una stella come LeBron. E’ stato affiancato da un ottimo assistente come Messina ma non è stato in grado di fornire alla sua squadra un buon gioco d’attacco (non a caso i Lakers sono 15° in lega per punti segnati) che non sia quello di schiacciarsi su Bryant (come d’altronde facevano i Cavs con James). I suoi giocatori hanno trovato un vero spirito di squadra solo durante l’ultima prolungata assenza di Bryant, e solo se riusciranno a mantenerlo potranno dire la loro in questi playoff.

Denver NUGGETS

Coach George Karl è tra gli allenatori più preparati del lotto NBA e non a caso è stato 4 volte allenatore all’All-Star Game (1994, 1996, 1998, 2010). Ai Nuggets dal 2005 ama mettere in campo un gioco molto (forse troppo…) offensivo fondato sull’idea di “farne uno più degli altri” e non a caso anche quest’anno Denver è la squadra con il maggior numero di punti segnati (quasi 104 a partita) e la seconda per subiti (oltre 101) dietro solo a Sacramento. I suoi Nuggets quest’anno hanno vissuto una stagione sulle montagne russe: partiti fortissimo hanno poi rallentato a causa degli infortuni e di problemi tra Nenê e il resto dello spogliatoio. Rimangono una squadra interessantissima che può far male a chiunque quando è in giornata: il problema per coach Karl è fare in modo che sia sempre giornata…

 

Scontri tra le due squadre in stagione

In questa stagione, sono stati 4 gli scontri diretti tra Lakers e Nuggets con i primi che sono riusciti ad aggiudicarsi 3 volte la vittoria. Denver ha dimostrato di soffrire molto contro i Lakers tanto che quest’ultimi sono gli ultimi per punti incassati dai Nuggets (solo 93.5 punti di media a fronte di una media stagionale di 103.1).

 

Pronostico

La sfida tra Lakers e Nuggets è probabilmente una delle serie più equilibrate di questi playoff vista la discontinuità prestazionale di entrambe le squadre e l’enorme potenziale che i Nuggets hanno dimostrato di avere. Ciò nonostante continuo a vedere leggermente favoriti i Lakers che secondo me chiuderanno la serie 4-2 ma è possibile si arrivi anche a gara-7.

9 risposte a PLAYOFFS: Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets

  • DEX21MVP scrive:

    Ok grazie e in effetti poteva essergli molto utile avere uno come w. Chandler nei playoff…

  • Paolo scrive:

    io ho visto la partita contro oklaoma.
    a parte l’episodio di artest, qudno si è trattato di gocare per vincere (nel 4 quarto) i lakers e kobe mi hanno impressionato. così come mi ha un po’ deluso oklaoma.
    credo che passeranno i lakers e poi contro oklaoma ne vedremo delle belle, soprattutto se artesrt (ops metta world peace) tornerà quello delle ultime partite e metterà da parte le sue difficltà carattaeriali.

  • Mirko Novelli scrive:

    Sì, anche se non è scritto nell’articolo Wilson Chandler si è infortunato il 16 aprile scorso quello che si voleva mettere in risalto, però, era quanto fatto da Chandler nelle poche apparizioni di quest’anno con la maglia dei Nuggets.

  • Mirko Novelli scrive:

    A seguito di ulteriori verifiche, ho appurato che effettivamente la mia fonte era mendace. L’articolo è stato modificato per eliminare l’inesattezza.

    GRAZIE MILLE

  • DEX21MVP scrive:

    Ma Wilson Chandler non é infortunato?

  • Stefano Rizzioli scrive:

    Anch’io avevo un dubbio sulle statistiche. Sia Durant che Bryant hanno vinto entrambi due volte la classifica di miglior marcatore stagionale, oggi possiamo scrivere che Durant è arrivato a metterne insieme tre addirittura consecutive (2009/10, 2010/11 e quella di questa stagione), mentre Bryant (due in fila nel 2005/06 e 2006/07), tra i giocatori in attività, ha ottenuto il maggiore totale punti (2832) e la migliore media (35.4), raggiunti entrambi nella stagione 2005/2006. Fonte: Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_top_scorer_stagionali_della_NBA)

  • Claudio Imperatore scrive:

    @ Matita!
    sono d’accordo con te su tutto, ma io sono un amante delle statistiche e della NBA di quando ero bambino, e quando ho letto il tuo post mi si è subito venuto un dubbio e sono andato a verificare, scoprendo che ricordavo bene:
    Michael Jordan con i Chicago Bulls nella stagione 1987-88 e Moses Malone due volte con gli Houston Rockets, nel 1978-79 e nel 1981-82 hanno vinto il premio di MVP con una percentuale di vittorie più bassa di quella dei Lakers di quest’anno.. in particolare Malone è l’unico che lo ha vinto con un record di squadra sotto il 60%, ma se uno fa una stagione da 30 punti e 17 rimbalzi di media..

  • Mirko Novelli scrive:

    Chiedo scusa ma l’articolo è stato erroneamente pubblicato senza essere stato ricontrollato…non si trattava del titolo MVP ma di quello di miglior marcatore stagionale…ho provveduto a rimuovere l’imprecisione.

    Sulla cessione di Fisher la situazione è molto delicata, il play è stato spesso l’anello tra Kobe e lo spogliatoio ma dopo la cocente eliminazione dello scorso anno ad opera dei MAVS fu lo stesso Kobe a chiedere a gran voce un play più incisivo e veloce e non a caso si è tentata la strada CP3.
    Ti consiglio di rileggere i nostri articoli passati a proposito del malessere di Kobe verso Fisher.

    Grazie per la segnalazione e continua a leggerci.

  • Matita! scrive:

    Ma…io non sono così sicuro che sia stato Kobe a chiedere la cessione di Fisher…anzi, questa operazione di mercato lo fece molto adirare.
    Altra cosa, non è stato in lizza fino all’ultimo con Durant come MVP:
    a) perché non è mai stato eletto MVP un giocatore di una squadra con una così bassa percentuale di vittoria;
    b) perché Durant non l’ha ancora vinto il titolo di Mvp, anzi, si dice che lo prenda un certo James.

    Del resto concordo, passano i Lakers.

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