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Nessun miracolo Utah, vince San Antonio

 

Nessun passo falso dei primi classificati della Western Conference nella regular season, nessun “miracolo” dell’ultima squadra della lega qualificata ai playoff. La sfida tra Utah Jazz e San Antonio Spurs è finita secondo secondo pronostico con gli Spurs che hanno difeso il fattore campo e che, per la prima volta negli ultimi 4 anni e sei serie di playoff (segno di un cambio di tendenza con il recente passato?, ndr), hanno vinto la gara inaugurale di una serie.

L’eroe della serata è Tony Parker autore della sua miglior prestazione in una gara playoff da quella in cui segnò 43 punti ai Mavs nel 2009 con 28 punti, 4 rimbalzi e 8 assist che hanno guidato gli Spurs alla vittoria consecutiva numero 11 (ovviamente come dato aggregato della regular season) che ha cancellato i possibili fantasmi di una falsa partenza che perseguitava gli Spurs da ormai troppi anni (l’anno scorso gli Spurs furono eliminati da Memphis nonostante fossero testa di serie n°1).

I Jazz non hanno demeritato, rimanendo aggrappati alla prima gara di playoff senza Jerry Sloan dal 1988, per quasi 3 quarti prima di subire 3 bombe da 3 in meno di 2 minuti. Millsap è stato autore di una partita maiuscola con 20 punti (e 9 rimbalzi) messi a referto. Bene anche Haywood (17 punti, 12/12 ai liberi) e Jefferson (16 punti, 9 rimbalzi). Tra le cose da rivedere c’è sicuramente la gestione della palla dato che i Jazz si sono dati la zappa sui piedi perdendo ben 16 palle (contro le 10 degli Spurs).

Per gli Spurs c’è da segnalare l’ottima doppia doppia (17 punti e 11 rimbalzi) di Tim Duncan ma anche la nota negativa dell’infortunio di del centro Tiago Splitter uscito dolorante dal campo dopo aver segnato 4 punti in 8 minuti: per lui slogatura del polso sinistro e stop a tempo indeterminato. Un’assenza che peserà senz’altro  in casa San Antonio, anche nel roster più ampio dell’era Duncan.

I Jazz pagano sicuramente l’inesperienza a gare di playoff motivo che ha spinto coach Corbin a ripresentare titolare il rientrante Josh Howard scelta che non ha ripagato la fiducia visto che Howard ha chiuso con 0/4 al tiro nei 16′ a lui concessi…e pensare che con Carroll titolare in ala piccola i Jazz avevano vinto le ultime 5 partite consecutive…

Gli Spurs hanno risposto al quintetto dei Jazz con Diaw titolare accanto a Duncan sotto le plance con il ragazzo che ha mostrato di essere migliorato enormemente dal punto di vista difensivo grazie al lavoro certosino di coach Popovich.

“Tutti sappiamo cosa è successo lo scorso anno. Quest’anno abbiamo tutti grandi motivazioni, non potevamo sbagliare ancora.” – Tony Parker

“La cosa più importante che dobbiamo fare è imparare a difendere sul pick and roll, non possiamo lasciar loro entrare facilmente nel pittato perché abbiamo timore del loro tiro da tre. Dobbiamo rivedere il nostro modo di difendere” – Gordon Haywood

“Siamo una squadra giovane. Cose così possono capitare” – Paul Millsap

“Avevamo bisogno di una prestazione del genere. Certo non siamo stati brillanti ma siamo stati costanti e alla fine del terzo quarto abbiamo assestato l’allungo definitivo” – Manu Ginobili

“Nessuna apprensione. Sapevamo chi era Tony Parker. Per noi l’importante è guadagnare esperienza.” – Tyrone Corbin, head coach degli Utah Jazz

CURIOSITA’: Per i Jazz è la 4 sconfitta in 5 gare con gli Spurs, ma la loro unica vittoria rimane quella di Salt Lake City quando Parker, Ginobili e Duncan erano rimasti a casa per turnover.

Appuntamento per gara 2 mercoledì p.v. a San Antonio.

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