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NBA where amazing happens

Una sfida tra la seconda e la terza forza della Western Conference. Una gara a chi ha più da perdere, perdendo. Una partita incredibile ed emozionante. Una battaglia (in tutti i sensi, ndr) epica. Una match interminabile della durata di 3h11′. Due overtime necessari per decretare chi dovesse essere il vincitore. L’utilizzo della moviola in campo. Un’espulsione. Un giocatore KO. Parziali e controparziali. Dita negli occhi. Una sfida diretta tra i maggiori candidati al titolo di MVP. L’ovazione per l’ex di turno. E uno Staples Center gremito in ogni ordine di posti (18.997 spettatori) a fare da cornice. Non si sono fatti mancare proprio nulla Lakers e Thunder. A spuntarla, incredibilmente, sono stati i gialloviola padroni di casa che fanno scivolare i rivali a una partita e mezzo di distacco dagli Spurs.

Perché incredibilmente? Perché dopo l’espulsione (a mezzo moviola in campo) di Metta World Peace, in versione “Metta World at War”, arrivata con 1’37” dalla fine del secondo quarto per un’assurda gomitata rifilata in faccia all’incolpevole James Harden (cui poi è stato negato il permesso di rientrare in campo), mentre festeggiava dopo la schiacciata che aveva riportato i Lakers sul -1, i Thunder, scossi dall’accaduto, nel terzo quarto arrivano a guadagnarsi 18 punti di vantaggio annichilendo tutte le fonti di gioco dei padroni di casa: da Kobe a Gasol passando per Bynum e Session.

Un gesto assurdo (l’ennesimo della sua carriera) quello dell’ex Ron Artest che oltre ad essere ora atteso da una severa quanto sacrosanta squalifica che, presumibilmente, gli farà saltare tutto il primo turno di playoff (ben lontana però da quella record di 86 gare che gli fu inflitta nel 2004, quando giocava per Indiana, per aver partecipato alla rissa nel Palazzo di Auburn Hills), getta alle ortiche una buona partita (12 punti e una buona difesa su Durant) e ha messo in seria difficoltà i compagni che dopo la sua espulsione sono stati in grado di segnare 14 punti in 14 minuti di gioco.

“Ero eccitato e carico emotivamente, è stato un caso che mentre festeggiassi abbia colpito Harden al volto al volto. Oklahoma sta facendo una buonissima stagione e non posso far altro che scusarmi con i Thunder e con Harden. Il mio gesto non era assolutamente volontario.” – Metta World Peace

In una gara dalle percentuali basse, a fare la differenza per i Lakers è, ancora una volta, il duo Bryant-Gasol, con il primo che segna 6 dei suooi 26 punti (9/26 dal campo) nel secondo supplementare mentre il secondo porta alla causa 20 punti (7/18 dal campo), 14 rimbalzi e 9 assist arrivando ad un passo dalla tripla doppia. In casa Thunder c’è tutto il dispiacere per quella che è, indubbiamente, l’ennesima occasione sprecata con il duo Westbrook-Durant che riesce a sbagliare 42 dei 56 tiri presi.

“Non ha importanza che abbiamo vinto con i Thunder, importa invece come abbiamo raggiunto la vittoria, lottando. Nei playoff, soprattutto se non avremo dalla nostra il fattore campo, potremmo vivere molte gare di questo genere, bisogna essere equilibrati e sempre consci dei nostri punti di forza.” – Kobe Bryant

“Sono felice che James [Harden] stia bene. Spero che Ron (alias Metta World Peace) non lo abbia fatto di proposito altrimenti sarebbe un gesto molto grave. Comunque dobbiamo lasciarci alle spalle questa vicenda.” – Kevin Durant

Con Durant che segna 35 punti ma tira con 11/34 dal campo, sugli scudi va Ibaka che fa segnare uan doppia doppia da 18 punti (ma tutti nei primi 3 quarti) e 14 rimbalzi. In doppia doppia va anche Westbrook 14 punti (3/22 dal campo) e 10 assist.

Bryant ha avuto una relazione difficile con il canestro nei primi 3 quarti, complice una difesa asfissiante del duo Westbrook-Sefolosha, cui spesso si è aggiunto Ibaka in seconda battuta, per poi sbloccarsi nel momento più importante andando a pareggiare i conti a 52” dalla fine del secondo overtime e poi segnando i 2 liberi che hanno portato i Lakers in vantaggio.

La sfida nella sfida tra Bryant e Durant come miglior realizzatore della stagione (Durant ora conduce con 27,906 punti a gara con 2 gare da giocare, mentre Bryant, primo per gran parte della stagione, è secondo con 27,862 punti a gara con 1 sola gara da giocare) ha rischiato di degenerare nel corso del terzo quarto quando i 2 si sono scambiati reciproche scorrettezze con Bryant che, probabilmente involontariamente, ha colpito all’occhio Durant il quale all’azione successiva ha restituito il favore (a conti fatti un errore perché da quel momento la partita di Kobe è completamente cambiata, per intensità e atteggiamento, ndr)…

I Thunder pagano caramente un quarto-quarto da 4/19 dal campo (e 4 palle perse) oltre a 2 supplementari da 5/17.

“Essere sotto di così tanto con una squadra molto buona come i Thunder e poi andare a vincere è una cosa importantissima. Credo questa sia la nostra miglior vittoria stagionale per l’atteggiamento di squadra” – Mike Brown, head coach dei LA Lakers

“Io credo nei miei ragazzi. Credo in Kevin, credo in Russell e in quello che fanno. Ci sono serate che vanno storte ma oltre al tiro ci sono altre cose che contano nel basket, come la preparazione dello stesso e stasera abbiamo fatto un ottimo lavoro da questo punto di vista. Il risultato è penalizzante, ma per il futuro siamo ottimisti.” – Scott Brooks, head coach dei Thunder

I Lakers con questa vittoria ipotecano seriamente il primo posto in Pacific Division (con una partita ancora da giocare e mezza di vantaggio sui Clippers che ne devono ancora disputare 2).

2 risposte a NBA where amazing happens

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