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Bulls alla conquista dell’Est

Sfida tra gladiatori allo United Center di Chicago. Scontro tra 2 modi completamente diversi di costruire una squadra: da una parte i Big Three di Miami armi fenomenali e spesso inarrestabili, dall’altra una squadra costruita pezzo per pezzo con anni di risultati incerti.

La sfida per l’Est tra le arcirivali di Chicago e Miami se la aggiudicano i Bulls. Per la verità c’è voluto un overtime a Rose & Co. per regolare la pratica Heat. Una vittoria che credo peserà molto sul proseguimento della stagione di Miami dato che ad ognimodo Chicago è riuscita a vincere la gara in cui il suo fuoriclasse (quest’anno veramente lontano parente del funambolico play che aveva scardinato tutte le difese NBA vincendo il titolo di MVP della stagione) fa segnare il suo punteggio più basso in carriera: 2 miseri punticini in 25′ di utilizzo.

Mentre Miami si spegneva come un motore privo di benzina, Chicago trovava nel suo organico (uno dei migliori dell’intera NBA) le forze necessarie per aggiudicarsi una gara che il solito LeBron da 30 punti (11/24 dal campo, 6 rimbalzi, 5 assist ma anche 4 palle perse) prima illude compagni e tifosi di poter vincere mettendo la tripla dell’83-81 quando mancano 49″ alla fine dei tempi regolamentari e che poi avrebbe potuto chiudere se non avesse mancato il primo dei 2 liberi che avrebbe garantito a Miami 2 possessi di vantaggio quando ormai mancavano 11.4″ alla fine.  L’errore di James consente ai Bulls di pareggiare 84-84 grazie alla tripla di CJ Watson a 2.2″ dal termine. Con Wade che sbaglia l’ultimo tiro dall’angolo.

Nell’overtime gli Heat non scendono proprio in campo o se lo fanno lo fanno con lo stesso spirito con cui un pugile stordito torna sul ring per l’ultima ripresa. I Bulls fiutano il momento favorevole e ne approfittano assestando un uno-due tremendo che manda Miami KO: Deng inizia con un tiro in sospensione e Taj Gibson conclude l’opera con una schiacciata in testa a Turiaf che commette fallo e regala il gioco da 3 punti poi chiuso dall’ala. Wade segna un tiro libero cui risponde ancora Gibson per 91-85 che sancisce, di fatto, la vittoria dei Bulls.

Risultato finale Bulls battono Heat 96-86.

L’arma vincente per  coach Tom Thibodeau è stata sicuramente la panchina da cui Chicago ha trovato ben 47 punti (contro i soli 7 degli Heat).

Per i Bulls da segnalare le prestazioni di: CJ Watson (16 punti, 9 assist), Korver (17 punti), Deng (16 punti) e la doppia doppia di Boozer (19 punti, 11 rimbalzi).

Per i Bulls ci sono solo i Big Three: James fa l’ennesimo “trentello”, Wade segna 21 punti (10/21 dal campo) e Bosh ne mette a referto 20. Il resto della squadra mette a referto 15 miseri punti.

Per Spoelstra (6 sconfitta nelle ultime 11 gare) e Pat Riley è forse il momento di una riflessione se sia il caso che la squadra continui ad affidare 61 degli 82 possessi finiti con un tiro ai 3 Big.

Il basket non è questo e stanotte i Bulls ce ne hanno dato una prova.

3 risposte a Bulls alla conquista dell’Est

  • dban scrive:

    è un paradosso ma in questa stagione le assenze prolungate di rose (fuoriclasse che tornerà ai suoi livelli per i playoff) hanno fatto crescere titolari e panchina. questa partita ne è l’ennesima prova.
    per il resto partita bellissima, quattro risate per il fallo di lebron su cj watson. unico rammarico: volevo la telecronaca di funk e king non la tnt!!!!!!! gobulls

  • Anonimo scrive:

    per me per miami è il caso di trovare un vero allenatore, magari phil jackson o un’ altro con personalità. non si direbbe no neanche a 1 ritorno di pat riley.
    fra qualche giorno ci sarà il ritorno e vedremo cosa succederà…

  • Danilo Scaffaro scrive:

    Praticamente 10 giocatori dei Bulls hanno giocato 20 minuti a testa……..secondo me sta tutto qui!!!

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