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Tanto rumore per nulla a Los Angeles

Dopo 3/4 di campionato i Clippers sono di nuovo costretti a inseguire i Lakers

A Los Angeles è in atto l’ennesimo terremoto stagionale il che, in una stagione così atipica e strana, non è poi una grossa novità. Gli umori delle tifoserie delle 2 squadre si sono capovolti rispetto al periodo precedente all’All-Star Weekend.

QUI CASA CLIPPERS

Tempi di duri risvegli per i tifosi dei Clippers che a lungo hanno cullato il sogno di poter arrivare al traguardo dei playoff davanti agli odiati cugini. Fino a poco tempo fa, tutto faceva presagire  fosse arrivato questo fatidico momento (che, quando avverrà, avrà comunque una valenza storica per i tifosi clipperini): l’approdo di Chris Paul soffiato proprio ai Lakers nella preseason grazie alla Stern-porcata (e di tale trattasi dato che è sotto gli occhi di tutti che Gordon e Kaman, i due nomi che assieme ad Aminu dovevano fornire una valida contropartita alla partenza di CP3, continuano a non mostrare alcun interesse a rinnovare con gli Hornets, sempre più fanalino di coda dell’intera NBA), la partenza lanciata, le vittorie negli scontri diretti. Tutto portava a far pensare ai Clippers come una solida realtà con cui fare i conti già da quest’anno, invece l’infortunio di Billups pare aver tolto ai Clippers quel QUID che era stato in grado di trascinare la squadra nei momenti più difficili, quando l’apporto fondamentale di CP3 è mancato.

Le ultime 3 sconfitte consecutive rimediate sono un campanello di allarme che coach Del Negro deve avere la bravura di non drammatizzare ma anche non sottovalutare soprattutto se l’ultima è arrivata in casa di quegli Hornets in grado, finora, di vincere solo 7 partite. Per non raffreddare l’entusiasmo venutosi a creare intorno la squadra (che non a caso ha vissuto le sue migliori giornate proprio sulle ali dell’entusiasmo di un ottimo avvio di stagione) serve un rapido ritorno alla vittoria e la priorità è recuperare al più presto Paul apparso un lontano parente del play funambolico che si era fatto apprezzare a New Orleans prima e a Los Angeles poi. Una volta recuperato psico-fisicamente il play di Lewisville, i Clippers torneranno quelli di prima: una macchina da highlight e a impensierire i cugini gialloviola.

Intanto sui blog dei tifosi clipperini i commenti preoccupati si susseguono  e invocano una pronta reazione da parte della squadra: quest’anno non vogliono chiudere dietro i cugini.

QUI CASA LAKERS

Nell’altra metà di Los Angeles, i Lakers vivono un momento di relativa calma dopo mesi di critiche (non sopite) e soprattutto voci di mercato che hanno disturbato (e non poco) soprattutto Pau Gasol la squadra prova a ritrovare compattezza per chiudere in crescendo la regular season.

Ritrovato stabilmente il primato cittadino (e di Division) da una decina di giorni e portato a 3 le gare di vantaggio sui cugini, ora i Lakers provano a rilanciarsi come seria pretendente al titolo. Per farlo, i gialloviola hanno deciso di porre fine al matrimonio con Derek Fisher, play di tanti recenti successi, e di affidare le chiavi dell’attacco a Ramon Session proveniente da Cleveland. L’addio di Fisher, la contemporanea permanenza di Pau Gasol (entrambe reclamate a gran voce da Bryant) e l’innesto di alcuni giovani in panchina hanno portato ad un armistizio tra il padre-padrone della franchigia Jim Buss e la stella indiscussa della squadra che dopo averlo aspramente criticato ora lo elogia per il suo impegno nel voler portare la squadra alla vittoria dell’anello.

I risultati continuano ad essere altalenanti e, per ora, è ancora presto per dire se il mercato avrà portato i risultati sperati in casa Lakers, ma intanto il bilancio dell’operato di Mike Brown sulla panchina dei Lakers resta deficitario soprattutto per la totale incapacità della squadra di fornire in maniera continuativa un gioco offensivo efficace (nonostante l’ottimo lavoro svolto fin qui da Ettore Messina) vizio a dir la verità comune alle squadre del coach di Columbus.

Nel frattempo i tifosi dei lacustri, si scatenano in sfottò sui vituperati cugini clipperini, rei di aver alzato un po’ troppo la testa nei mesi passati. L’aria è di cauto ottimismo per il prosieguo della stagione ma in molti continuano a chiedersi se tenere Gasol sia stata una buona idea…la telenovela continua.

6 risposte a Tanto rumore per nulla a Los Angeles

  • playmaker scrive:

    L’assenza di Billups è pesantissima per i Clippers una squadra giovane a cui Billups dava il giusto grado di esperienza che si vedeva negli ultimi minuti delle gare. Però è anche vero che a questo punto la domanda è: CP3 è un vincente? Nel senso, è in grado di fare realmente la differenza nei momenti che contano? L’anno scorso nei playoff è sparito e quest’anno sta mancando proprio ora che i Clippers avrebbero bisogno del suo apporto.
    La cosa mi fa pensare…

  • mvp scrive:

    è che l’ infortunio di billups è grave: lui sì che è un knockdown shooter, ed è questo che manca ai clips nei minuti finali

  • HornetsLife scrive:

    Sono un simpatizzante degli Hornets da quando erano ancora la squadra di Charlotte e sono d’accordo con il redattore: quanto successo attorno la vicenda Paul ha dello sconcertante e se fosse come dici tu Daniele è ancora peggio: tutta l’operazione ha svalutato la squadra di New Orleans che ora sarà costretta a ulteriori anni di inferno prima che possa tornare decente.
    Tutta l’operazione è stata gestita da schifo e gli unici ad averci guadagnato sono i Clippers che ora hanno CP3 e volendo potrebbero anche riprendersi Gordon e Kaman…e il tutto non per proprie capacità ma per ingerenze di colui che dovrebbe garantire pari opportunità a tutte le squadre.
    Per questo il redattore ha ragione!

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Comunque i Clippers torneranno se Paul rientrerà in forma!!!!

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Bell’articolo soprattutto la parte inerente all’umore delle tifoserie qualcosa che in Italia non tratta nessuno!

  • si ma possiamo smettere di considerare il passaggio di Paul ai Clippers come uno scandalo forzato da Stern:da quello che hanno + volte ripetuto Buffa e Tranquillo, LA trade di quest’anno, è stata voluta dai futuri investitori e proprietari degli Hornets, che non volevano caricare la squadra nel monte ingaggi e riempirsi di gente in parabola discendente (vedi Gasol,Odom), e hanno preferito inserire nello scambio gente a fine contratto (tanto meglio se non vogliono rifirmare) proprio per essere liberi di partire praticamente da 0 e impostare dall’anno prossimo il proprio progetto,pressappoco come i Thunder nel passaggio a Oklahoma

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