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Giuste punizioni?

In questi giorni è stata ufficializzata la sospensione per due partite di Jason Smith. L’ala degli Hornets è stata punita per il fallo insensato con cui ha steso Blake Griffin nel primo ritorno di Chris Paul a New Orleans da avversario.

Gli è stato comminato un fallo antisportivo di tipo 2, che porta all’immediata espulsione, ma è stato accompagnato negli spogliatoi da un’inspiegabile ovazione del pubblico che ha reso il caso ancora più pericoloso. La sospensione era ampiamente prevista, perché non ha neppure tentato di giocare il pallone, puntando esclusivamente al corpo di Griffin, e generando “un contatto eccessivo con la parte alta del corpo” come spiegato da Stu Jackson.

Il giocatore ha in seguito chiesto scusa: Penso che sia apparso come un fallo peggiore di quello che era in realtà. Rimane comunque un’azione da non commettere, per questo chiedo scusa a Blake Griffin. Non avevo nessuna intenzione di fargli male, cercavo solo di chiudergli la via verso il canestro. Smith ha saltato la gara contro San Antonio, ed è rimasto a guardare anche il rematch contro i Clippers di lunedì a Los Angeles.

E’ arrivata anche la notizia della sospensione di Arron Afflalo. La guardia dei Nuggets è stata fermata per una gara, dopo la gomitata rifilata alla testa di Gordon Hayward che, nel 3° quarto della sfida vinta facilmente dai Jazz per 121-102, aveva portato alla sua immediata espulsione.

Insomma chi fa falli che vanno al di là del basket viene punito in maniera esemplare. Questa rigidità non è comunque un deterrente così forte da non far più accadere certe nefandezze. Ricordiamo il caso Bogut che per un fallo simile a quello subito da Griffin (a dire il vero fu meno violento) si distrusse il braccio. Blake ha rischiato di chiudere la stagione qui, forse la punizione è morbida per quello che si è rischiato, doveva essere una risposta forte anche agli applausi del pubblico.

3 risposte a Giuste punizioni?

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