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Sono incazzato come una bestia

Come dice Giole Dix quando impersona il suo personaggio dell’automobilista: “Sono incazzato come una bestia.” Incazzato perché Eric Freeman, opinionista di Yahoo Sports (con cui spesso mi sono trovato in accordo) ha avuto la brillante idea di definire Greg Oden come “il probabile più grande errore commesso dai Portland Trail Blazers”. Come si può considerare un ERRORE un giocatore come Oden?

Selezionato come numero 1 nel draft 2007 dai Blazers nella speranza di aver trovato un nuovo centro dominante (alla Shaq), effettivamente a ben guardare la scelta di Oden non ha proprio portato i frutti sperati e la gestione del ragazzo sta diventando anche un grosso problema per i Blazers. Le domande “Cosa fare del ragazzo classe ’88, proveniente da Ohio State Buckeyes, primo Junior oltre a LeBron James ad essere nominato Gatorade National Boys Basketball Player of the Year (nel 2005)?” e “Quale è il limite ragionevole per attendere di vederlo in campo?” restano irrisolte perché è difficile capire quale sia il reale valore del ragazzo e cosa possa dare a una squadra vista la sua impossibilità a fornire un apporto continuativo.

La carriera di Oden in NBA inizia da subito sotto una cattiva stella dovendo saltare l’intera stagione 2007-08 per un intervento chirurgico di microfrattura alla cartilagine del ginocchio destro e per questo, pur essendo stato “draftato” nel 2007, il centro viene considerato rookie anche nel 2008 e quando finalmente debutta in NBA contro i Los Angeles Lakers il 28 ottobre 2008 sembra la fine di un incubo. Ma non è così: è costretto a lasciare il campo di gioco dopo soli tredici minuti di gioco a causa di un infortunio al piede. L’infortunio è meno grave del previsto e torna in campo, il 12 novembre, dopo due settimane di stop e in questa occasione ha ottenuto i suoi primi punti nel primo quarto contro i Miami Heat. Comincia un periodo di sostanziale tranquillità per Oden che il 19 gennaio 2009, firma il suo career-high con 24 punti e 15 rimbalzi nella vittoria per 102-85 contro i Milwaukee Bucks. La continuità prestazionale del giocatore dura poco: il 12 febbraio 2009, nella partita contro i Golden State Warriors subisce un altro infortunio al ginocchio andando a sbattere contro l’avversario Corey Maggette che lo costringe a saltare altre tre settimane. Chiuderà la sua prima stagione NBA con 8,9 punti, 7 rimbalzi e 1,1 stoppate di media a partita.

Il centro di Buffalo inizia bene la sua seconda stagione, mostrando miglioramenti a livello offensivo e confermandosi buon stoppatore e rimbalzista. Gioca la sua migliore partita il 23 novembre 2009, contro i Chicago Bulls, mettendo a referto 24 punti con 7 su 8 al tiro, 10 su 12 ai tiri liberi, 12 rimbalzi e 2 stoppate. Ancora una volta la gioia dura poco, il 5 dicembre mentre stava tenendo le medie di 11,1 punti, 8,5 rimbalzi e 2,3 stoppate a partita, la sfortuna si accanisce nuovamente contro di lui: nella gara contro gli Houston Rockets, Oden atterra male dopo un salto rompendosi la rotula del ginocchio sinistro. La gravità dell’infortunio è tale da fargli terminare in anticipo la stagione. Il 17 novembre 2010, ad un passo dalla completa guarigione dall’infortunio alla rotula, sente dolore al ginocchio sinistro e una risonanza magnetica evidenzia un danno alla cartilagine. E’ solo l’ennesima tegola. Quasi in lacrime annuncia di doversi operare nuovamente e ancora una volta salta l’intera stagione: il 19 novembre 2010, Oden si sottopone allo stesso intervento di microchirurgia già eseguito tre anni prima al ginocchio destro e considerando anche quest’ultimo stop, Oden in 4 anni ha collezionato 82 presenze (su 246 gare disponibili), cioè l’equivalente di una sola stagione NBA completa.

La stagione 2011-2012 doveva essere l’anno del riscatto di Greg, ma evidentemente il conto con la sfortuna non è ancora saldato. Il 10 dicembre 2011, a un solo misero giorno dal suo rinnovo annuale con Portland (era un restricted free agent) arriva la notizia di complicanze non meglio specificate e dovrà nuovamente essere operato (ad entrambe le ginocchia).

Dalle sue parole del GM dei Blazers, Chad Buchanan, lascia presagire il peggio:

“Speriamo che Greg possa tornare in campo quest’anno, anche se non siamo ottimisti come lo eravamo poco tempo fa. Pensiamo però che per lui valga la pena di correre il rischio di un altro anno di contratto”.

Dal canto suo, Oden continua a non darsi vinto:

“Sono molto dispiaciuto per questo nuovo problema, ma sono determinato come sempre a tornare in campo”.

Ad oggi, però, il problema è che la seconda operazione non è stata ancora eseguita a causa di coaguli di sangue alla caviglia sinistra. Ancora una volta è il General Manager, Chad Buchanan, a divulgare la notizia:

“Niente di nuovo. I medici in Colorado stanno cercando di curare i coaguli e una volta risolto il problema procederanno con l’operazione al ginocchio.”

Venerdì saranno 2 settimane dall’operazione al ginocchio destro e i piani dei Blazers erano quelli di far avvenire l’operazione al ginocchio sinistro in un lasso di tempo tra i 10 e i 15 giorni dalla prima operazione.

Al dramma personale di un ragazzo di 24 anni si aggiunge anche la beffa che a fine anno sarà un unrestricted free-agent e l’unica prospettiva sembra essere la D-League da dove sperare ripartire…ma solo se si interromperà questa incredibile serie di infortuni o per Greg Oden da Buffalo l’unica strada percorribile sarà quella della pensione…a 25 anni.

Ecco perché sono incazzato come bestia. Non si può definire un errore aver draftato un giocatore dalle credenziali enormi che non ha avuto modo di dimostrare quel che vale. Un errore è aver scelto Darko Miličić come seconda scelta assoluta (dopo LeBron James) nell’anno 2003 quando a disposizione c’erano Carmelo Anthony (terza scelta), Chris Bosh (quarta scelta), Dwyane Wade (quinta scelta): aver scelto qualcuno che, giocando, non ha mantenuto le premesse. Oden questa possibilità non l’ha avuta e per questo non è un errore, ma solo uno sfortunatissimo ragazzo.

Anche i giocatori NBA sono persone come le altre (d’accordo per alcuni versi più fortune di altre, ndr), ma con dei sentimenti. Troppo spesso tendiamo a dimenticarcene.

FORZA GREG non mollare!

7 risposte a Sono incazzato come una bestia

  • Italian kd scrive:

    diciamo che portland è un po’ sfortunata, vi dice niente sam bowie? draftato col numero 2 nell’anno di jordan? Considerato un gran talento, è stato martoriato dagli infortuni.
    Oden non è stato un errore, e guai a definirlo tale, Thabeet è stato un errore, e soprattuto non sparlate su Roy scambiato per Foye, mi sa che per sei anni Portland c’ha solo guadagnato. IO sogno un ritorno di B-roy.

  • gm scrive:

    Paolo, Oden giocò in ncaa a Ohio State, quando fu scelto era già stata decisa la regola che un giocatore non potesse dichiararsi direttamente dalla H.S.. Che poi Portland sia stata sfortunata e basta è tutto da vedere, ha rischiato con Oden e con Roy (scelto e scambiato da Minnesota preoccupata già ai tempi del draft dalle sue ginocchia) giocatori già all’università “portati” agli infortuni. sbagliare è umano, perseverare è diabolico (e pure un po’ stupido).

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Se la metti su questo piano è difficile anche trovare gli argomenti per rispondere

  • Mirko Novelli scrive:

    Il discorso degli eccessivi carichi di lavoro, dell’eccessivo atletismo, è un problema che più volte ho affrontato in altri articoli; ti basti pensare per esempio che al momento del suo addio, Yao Ming aveva aumentato la propria massa muscolare di quasi 30kg rispetto al suo arrivo in NBA, troppi affinché le sue (evidentemente già fragili) caviglie potessero continuare a reggere alle sollecitazioni.

    Ma ribadisco che se un ragazzo con certe qualità si ritrova a 24 anni con problemi da giocatore a fine carriera non lo si può definire un errore, piuttosto un errore è quel certo sistema cestistico universitario che concepisce certi mostri..

    PS: il fatto che questa condizione si stata vissuta anche Brandon Roy (fresco di ritiro) non fa venire il dubbio su cosa realmente si faccia in casa Blazers?

    A me si…

  • Theovino Bomber via Facebook scrive:

    Non fa una piega.

  • Paolo scrive:

    In linea di principio si può essere d’accordo con te.
    il problema è che la nba è un business e le squadre devono essere faticosamente costruite anno per anno.
    quindi, creco, che non sia possibile non considerare un erorre (chiaramente con il senno del poi) la scelta di oden, visto il suo obiettivo scarso rendimento (certamente in gran parte dovuto agli infortuni) e visto anche che dietro oden c’era durant (2 scelta assoluta), al horford (3 scelta) joachim noah (9 scelta).
    credo anche che abbia ragione coach dan peterson: i giocatori, specialmente i centri, che vengono scelti direttamente dalle high schools non sono fisicamente affidabili: prendi bynum dei lakers. centro potenzialmente dominante ma bersagliato dagli infortuni. Non credo si possa pensare sia solo una semplice coincidenza che sia lui che oden siano venuti direttamente dalla HS. il problema credo sia nel fatto che si arriva in nba troppo presto, quando il fisico non è ancora completamente sviluppato; mettendoci sopra i carichi di lavoro della nba, il fisico non regge e si rompe.
    Ecco, l’errore è anche aver draftato come prima scelta un giocatore da HS con un fisico ancora in corso di formazione.

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Effettivamente a volte si tende un po’ troppo a generalizzare e alzare i toni. Lo fate anche voi, ma trovo l’articolo ben scritto e giusto nella sostanza.
    Oden è un giocatore che non si è praticamente mai visto in campo..speriamo che riesca a uscire da questa serie incredibile di infortuni non tanto per il basket quqnto per un ragazzo davvero sfortunato.

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