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Nash nella storia. Cadono Bulls e Heat. Come filano Sixers e Clippers!!

La notte NBA, come ogni notte di gare NBA, ci ha lasciato il solito carico di verdetti, parziali ma pur sempre tasselli dello stesso puzzle che si comporrà definitivamente solo a maggio. Nella prima notte del mese di febbraio abbiamo avuto la conferma di due nuove realtà (agli antipodi geograficamente parlando) nella parte alta della classifica: Sixers e Clippers. Realtà accomunate dall’ottimo momento di forma ma non dalle stesse ambizioni di inizio stagione.

Per dare una giusta dimensione al “fenomeno” Philadelphia dovremo necessariamente attendere marzo, ma intanto, gli uomini di Doug Collins hanno preso un certo distacco dalla seconda forza dell’Atlantic Division (Boston seconda insegue con 4.5 partite di distacco) e, passato il primo terzo della regular season, si stanno candidando ai Playoff dove potrebbero anche ricoprire il ruolo di mina vagante soprattutto se manterranno l’attuale stato di forma. Nel frattempo, i Sixers collezionano la quarta vittoria consecutiva (record 16-6) e si tolgono la soddisfazione di sconfiggere nettamente i Chicago Bulls (ora ad una sola gara di distacco nella Conference) per 98-82, guidati da un Iguodala da 19punti e dalla panchina.

Nella Pacific Division invece, i Los Angeles Clippers (record 13-6) sembrano aver trovato finalmente la quadra facendo segnare il miglior avvio di stagione di sempre. Con il rientro di Chris Paul, dopo il passo falso della sconfitta coi Lakers, sono giunti alla 4 vittoria di fila (Memphis, Denver, Oklahoma City e, stanotte Utah quindi con 3 delle prime 6 forze ad Ovest) lanciandosi al secondo posto di Conference e alla prima in Division staccando gli odiati cugini (che hanno lo stesso numero di vittorie ma ben 3 sconfitte in più). Nella notte, dunque, è arrivata la vittoria sul parquet della sorprendente Utah (record 12-8) per 107-105 con CP3 che segna 34 punti e smista 11 assist, confermandosi come il vero fautore del salto di qualità fatto registrare dalla franchigia californiana. Ottimi, dunque fin qui, i risultati che stanno ottenendo i Clippers dopo la “rivoluzione estiva” (a scapito degli Hornets che stanno perdendo Gordon e Kaman che non sembrano intenzionati a rinnovare, ndr) e sembrano, finalmente, pronti a diventare una squadra vincente.

Nel frattempo, Miami inciampa ancora, e ancora una volta con i Bucks divenuti vera e propria bestia nera per gli uomini Spoelstra: due partite giocate e due sconfitte (su un totale di 6). Ci sarebbe davvero da capire il motivo delle difficoltà che nella notte gli Heat hanno trovato al Bradley Center (vista la differenza di spessore tra i roster) sprecando un massimo vantaggio di 20 punti: 105-97 il risultato finale dopo che all’intervallo lungo si era sul 40-23 per Miami. LeBron James chiude con 40 punti con 4/7 da tre, 8 rimbalzi ma anche 7 palle perse. Al rientro dagli spogliatoi, i Bucks hanno demolito la corazzata della Florida, trascinati da un incontenibile Jennings da 31 punti con 7/14 da tre e 8 assist e dal buon apporto dalla panchina di Dunleavy (10) e Ilyasova (9 punti e 14 rimbalzi con 2 stoppate).

Una menzione particolare la merita l’eterno e inimitabile (clonatelo!!!) Steve Nash. Nella notte, i suoi Suns passeggiano sui derelitti Hornets (120-103) ma ciò che più importa sono gli assist smistati da Nash ben 10 a fine gara (oltre ai 30 punti messi a referto): al settimo assist servito a Childress, Steve Nash diventa il miglior uomo assist nella storia dei Phoenix Suns con 6522, superando un mito come Kevin Johnson.

“Ad essere onesti, (aver stabilito il record, ndr) non regge il confronto col fatto di aver ottenuto la vittoria. Le cose che veramente contano sono:

1) Essere lassù con Kevin Johnson, che era un grande, immenso giocatore e che merita veramente molte lodi per il tipo di giocatore che era.

2) Il fatto che io amo questa città e questa franchigia. Giocare per i Suns è per me un vero onore”. – Steve Nash nel dopo gara

Questi tutti i risultati della notte:

Charlotte BOBCATS 68, Portland TRAIL BLAZERS 112
Chicago BULLS 82, Philadelphia 76ERS 98          
Dallas MAVERICKS 86, Oklahoma City THUNDER 95  
Detroit PISTONS 96, New Jersey NETS 99
Miami HEAT 97, Milwaukee BUCKS 105                
Minnesota TIMBERWOLVES 99, Indiana PACERS 109                  
Utah JAZZ 105, Los Angeles CLIPPERS 107                
Washington WIZARDS 103, Orlando MAGIC 109
Houston ROCKETS 91, San Antonio SPURS 99
Phoenix SUNS 120, New Orleans HORNETS 103
Toronto RAPTORS 64, Boston CELTICS 100
Fonti: Yahoo Sports, Basket Live

Una risposta a Nash nella storia. Cadono Bulls e Heat. Come filano Sixers e Clippers!!

  • stefano scrive:

    un campione!! L’ esempio di come la classe e sopratutto l’ntelligenza cestistica possano tener testa all’ incredibile altletismo della maggior parte dei giocatori NBA!!

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