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Lakers e Boston in difficoltà: la conferma è servita

Simpatizzanti o tifosi di Lakers e Celtics (o di qualsiasi altra squadra) non crediate che ci piaccia criticare per il solo gusto di farlo. Se si vedono le due squadre più titolate della NBA, due sedicenti contender, arrancare a metà classifica dopo quasi metà regular season forse qualcosa che non va c’è ed è giusto porlo all’attenzione di tutti. Lo abbiamo fatto lo scorso anno con Miami e lo continueremo a fare senza remore qualora lo ritenessimo opportuno con altri.

Solo ieri, dopo uno scontro diretto che ha mostrato tutti i limiti delle due squadre (pur mostrando una certa eleganza di gioco) abbiamo iniziato a parlare di due squadre in evidente difficoltà e oggi è arrivata un’altra sconfitta, l’ennesima stagionale, per entrambe le compagini e contro due squadre che, a loro volta, finora non stanno avendo brillanti risultati: i Lakers cadono in quel di New York mentre i Celtics sono caduti in quel di Toronto.

Il filo che lega le due gare delle due big malate? Le pesantissime assenze nelle squadre avversarie e se New York, ancora senza Carmelo Anthony e Stoudemire, sta trovando un’equilibrio insperato e un Lin formato All-Star Game in grado di battere Bryant nel confronto diretto, Toronto senza Bargnani aveva fin qui perso per due volte in stagione contro i Wizards (non proprio i primi della classe) dimostrandosi squadra dal roster e dal rendimento davvero mediocri.

Nella gara di New York ai Lakers è mancato (clamorosamente) l’apporto realizzato di Bynum che, pur conquistando 13 rimbalzi, non è andato oltre i 3 punti (1/8 dal campo) in quasi 35′ di impiego. Premesso che le giornate storte possono capitare a chiunque, il problema rimane sempre lo stesso: se gioca male uno tra Bryant, Gasol e Bynum, i Lakers perdono soprattutto se poi il quintetto è completato da Fisher (6 punti e 2 assist in 23 minuti) e Metta World Peace (che Dio ce ne scampi e liberi!) da 0 punti in 12′. Persiste poi, il problema panchina: i Lakers nella notte hanno potuto schierare ben 6 giocatori partiti dalla panchina ottenendo 26 punti complessivi (su 85) per una media di poco più di 4 punti a testa mentre New York ha schierato solo altri 3 uomini ottenendo 21 punti con una media di 7. Numeri da Profondo Rosso.

A Toronto invece i Celtics sono incappati in una serata non certo brillante dei loro ‘piccoli’ con Rondo, Allen e Pierce che tirano 9/29 dal campo in tre. Non va meglio sotto le plance per i Celtics dove i canadesi sono riusciti a recuperare 42 rimbalzi contro i 34 degli avversari. Gestione della palla deficitaria per i verdi che arrivano al tiro 65 volte (contro le 75 dei canadesi), perdono ben 16 palle (contro le 11 degli avversari) e recuperano 5 palloni (contro 9 dei Raptors). Il solo Garnett è sui suoi livelli. Bene Bass e Pietrus. Per i canadesi bene DeRozan e Calderon (38 punti in 2).

Ma non limitiamoci alle sole gare delle notte e vediamo cosa ci dicono i numeri fin qui ottenuti.

A ben guardare, il problema delle due squadre sembra essere quello della capacità di arrivare al tiro (inteso nel senso dei possessi che generano tiri) dato che entrambe le squadre godono di buone percentuali dal campo: Boston tira con il 45.8% di efficacia (ma -3% rispetto la scorsa stagione) come San Antonio, i Lakers con il 44.8% (-1.5%). Attualmente i gialloviola guidati da Mike Brown hanno una media punti a gara di 92.67 che vale loro la 21° posizione della lega (subito dopo Orlando, ma, soprattutto, dietro a squadre come Milwaukee, Cleveland e Phoenix non proprio l’elite della NBA) mentre nella scorsa regular season (l’ultima di Phil Jackson) viaggiavano a 101.5 punti a gara ed erano in 9° posizione in questa speciale classifica; invece i Celtics, quest’anno viaggiano con 90 punti di media a gara (26° posizione) e -6.5 punti rispetto la scorsa stagione (erano 23°). Le due squadre sono poi agli antipodi nella classifica dell’efficacia al tiro dal perimetro con Boston (prima nella lega) che tira con il 40% (+4.5% dalla scorsa stagione) mentre i Lakers sono il fanalino di coda con il 28.4% (-6.8%) e sono soprattutto Bynum e Gasol ad accorgersi di come gli spazi loro concessi sotto le plance siano molto minori senza la minaccia di un buon tiratore da fuori in grado di attrarre fuori la difesa. Le squadre sono agli antipodi anche per numero di rimbalzi di rimbalzi catturati a gara: Lakers primi con 45.26 rimbalzi a gara (lo scorso anno erano 44), Celtics trentesimi con 38.89 rimbalzi per partita (come lo scorso anno) un numero evidentemente non sufficiente ad una squadra di alto profilo. Boston poi viaggia in 11° posizione per palle perse (15.5 a partita, +2 dallo scorso anno) mentre i Lakers sono ventesimi in questa classifica (perdendo 14.74 palloni a gara, +2.1 a gara).

La fortuna delle due squadre è che godono entrambe di una buona fase difensiva con i Celtics che concedono solo 86.58 punti a gara agli avversari (1° della lega) mentre i Lakers ne concedono 90.85 (4° della lega) concedendo agli avversari di turno percentuali al tiro del 41.7% (Lakers, minor percentuale della lega) e del 41.8% (Boston, 2° piazza dopo i Lakers) che permettono alle due squadre di essere in zona playoff (settima posizione) nelle rispettive classifiche di conference, il tutto nonostante le due squadre siano all’ultimo (Lakers, 5.59 a gara quest’anno, -2.1 rispetto lo scorso anno) e terzultimo posto (Boston, 6.31 contro il 7.3 dello scorso anno) per palle rubate a gare.

Le statistiche non parlano ancora di aperta crisi ma fotografano chiaramente due squadre che sono in parabola discendente con dirigenti incapaci di fornire valide alternative a dei senatori che hanno raggiunto il massimo livello prestazionale se non ora in passato.

Certo ai playoff la musica cambia, la maggiore esperienza e il maggiore carisma di giocatori come Bryant, Bynum, Gasol, Pierce, Allen e Garnett potrebbero sopperire alla mancanza di atletismo e ricambi, ma in questa stagione così folta di impegni e le due big così vicine ai margini della zona playoff il rischio è che le due squadre si ritrovino oltre l’ottavo posto utile c’è…

E allora sì che ci vedreste parlare di una disfatta evitabile .

9 risposte a Lakers e Boston in difficoltà: la conferma è servita

  • Carlo Parodo scrive:

    Secondo me questo è l’ultimo anno buono per cedere i big 3 come potenziali scambi con squadre che posseggano giocatori con abbastanza potenziale da portare Boston tra le prime posizioni della Estern Conference,so che sarà dura veder partire giocatori del calibro di “The Truth” o “He Got Game” ma è un sacrificio necessario se non vogliamo che la situazione torni come quella degli anni in cui i big 3 di Bird presero la strada del ritiro.

  • Carlo Parodo scrive:

    Questo per me è l’ultimo anno buono per sfruttare i big 3 come potenziali scambi con squadre che posseggano quei potenziali giocatori che aiutino boston a risalire la estern conference,certo sarà dura vedere andar via Allen o Pierce ma è un sacrificio purtroppo necessario per non ritrovarsi nella stessa situazione dopo il ritiro dei big 3 degli anni 80 con Bird e co.

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    SimoJAYMZ hai ragione…il palmares non conta, se una squadra è in difficoltà la si critica e a maggior ragione se potrebbe far di più visti i fasti del passato!

  • SimoJAYMZ scrive:

    Basta parlare sempre delle due squadre più antipatiche della lega…quando giocano male va detto e basta…ai tifosi delle due squadre dico che non è sportivo sbattere i titoli in faccia agli avversari e sembra quasi avere la coda di paglia…cosa vuol dire “rispetto perchè abbiamo già vinto in passato”, anzi proprio per questo devi surclassare gli avversari, se non succede state zitti, incassate le critiche, e sviluppate scambi di giocatori adeguati…poi se la strategia per vincere un titolo è arrivare 7-8, e non mi risulta, vuol dire che non è uno sport per voi…

  • Burzum scrive:

    Bhe mi sembrano toni diversi da quelli usati nell’altro articolo, che siano due squadre in difficoltà e da svecchiare è sotto gli occhi di tutti, ma da qui a chiamare KG “finito” Allen “giocatore di striscia” e addirittura criticare Kobe, che sta tenendo su da solo la baracca ci passa un oceano……

  • Anonimo scrive:

    Ecco questo è un articolo rispetto alla “sparata” del giorno prima..ovviamente sono 2 squadre vecchie,corte e prive di atletismo basta guardare che i lakers hanno dato via odom e shannon brown prendendo nulla..il problema vero a mia opinione è il play,assente in questa squadra!fisher con tutto il rispetto dovuto Non è più un giocatore!sul mercato senza esagerare c era il buon mo’ williams che be’ avrebbe risolti di problemi..mercato lakers voto 1 di stima…..fra

  • kabe scrive:

    sono due squadre in evidente calo, è normale visto che la carta d’identità è inesorabile per tutti, ma se dovessero centrare i playoff poi potrebbero far valere la maggior abitudine e classe quando la palla pesa e conta la scelta giusta. Vero che i numeri sono inesorabili ma proprio i numeri mostrano che difensivamente restano due squadre veramente toste e come spesso si dice riguardo all’nfl ma si adatta benissimo anche al basket nba “gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite”

  • mvp scrive:

    palesemente I Lakers non hanno una panchina decente, quanto pagano la cessione di Odom!

  • Il Marchese del Grillo scrive:

    Stavolta non posso dire nulla dato che i numeri parlano chiaramente di due squadre in calo.
    Speriamo si sappiano riprendere, magari con degli innesti perché dei playoff senza Bryant o Garnett perderebbero tantissimo!!!

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