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Il biondo, l’amore e il figlio del fornaio

Eppure io ritengo un’annata fantastica per Minnesota, e non solo per le prestazioni molto costanti di Kevin Love (Amore), il quale non dimentichiamo è classe ’88, 24 anni ancora non compiuti e sembra un veterano. Le cifre incredibili che sforna continuamente il ragazzo proveniente da UCLA fanno strabuzzare gli occhi a tutti i critici Nba. C’è chi dice che è solo statistiche e non talento puro, ma il gioco di Kevin Love migliora di anno in anno e molti si stanno ricredendo.

Insomma si sta meritando, da parte della franchigia di Minnesota, di essere l’uomo squadra e potrebbe convincere il suo presidente a costruirgli una squadra competitiva intorno. In effetti la volontà sembra proprio questa e l’innesto, avvenuto con ottimi risultati, dello spagnolo Ricky Rubio (Biondo), classe ’90, tradisce un ringiovanimento cercato e voluto proponendo talenti stranieri unici. E dicendo questo non mi riferisco solamente all’ex blaugrana, ma anche di Nikola Pekovic (il figlio del fornaio), ex Panathinaikos classe ’86, 25 anni e ruolo ricercato in Nba, centro. 

Le sue statistiche stanno subendo un’impennata notevole, si sta acclimatando al circo Nba e sta imponendo il suo gioco, fatto di punti, rimbalzi e di molta presenza fisica in area. Coach Rick Adelman, grande esperienza e capacità organizzativa sulla squadra e sulla pianificazione a lungo termine, sta gestendo la situazione molto bene, dal mio punto di vista. Squadra fondamentalmente giovane, ad eccezione di Brad Miller, costruita in previsione di un futuro (salary cap permettendo) che potrebbe regalare ai Timberwolves qualche soddisfazione ed un ritorno ai playoffs da protagonista.

Dunque non solo Love, ma anche Pekovic comincia a viaggiare sulla doppia doppia di media, gioca oramai più di 40 minuti a partita e strappa almeno 11 rimbalzi a gara. Un febbraio spettacolare per il montenegrino che, da migliore centro delle ultime Euroleague con il Panathinaikos, ha ricominciato da zero in un campionato accorciato e frenetico come è quello di quest’anno. In lui vedo un potenziale enorme che, se adeguatamente supportato, potrà solo crescere, anche perchè insieme a Love e Rubio potrebbero essere loro i veri Big 3 del futuro Nba.

Questo strano, ma ben composto, trio regala a tutti spettacolo e bel gioco, raro in Nba, fatto non solo di numeretti, ma anche di grandi difese e recuperi incredibili. La scuola europea ha forse in Rubio e Pekovic i migliori rappresentanti nei loro ruoli e questi ragazzi sono solo all’inizio. A Minnesota manca una point guard capace di dare pericolosità sul perimetro per poter sfruttare anche il contropiede che ha nello spagnolo un fautore accanito.

La capacita di Adelman non è solo quella di puntare su questi 3 giovani fenomeni, ma anche quella di non bruciarli e di non creargli attorno un alone di santità con il quale si sentirebbero capaci di tutto. Piedi per terra e duro lavoro in palestra, questo è il motto di Adelman che è coadiuvato in panchina da un suo ex pupillo di Portland, Terry Porter che ha fatto della freddezza il suo migliore pregio in carriera. Ha giocato con un grande campione come Clyde “the Glide” Drexler, sa come gestire psicologicamente un campione, qui ne ha 3!

Non dimentichiamo che Minnesota ha anche Barea e Beasley che possono aiutare il progetto rinforzato anche dalla presenza di un altro europeo all’altezza: il serbo Darko Milicic. Debbono trovare un’amalgama di squadra e ancora molta continuità, ma già da quest’anno possono pensare di arrivare ai playoffs. Bella squadra, sicuramente da seguire.

5 risposte a Il biondo, l’amore e il figlio del fornaio

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  • Davide scrive:

    Mi domandavo da tempo perchè a Minny non provassero a togliere minuti a Milicic (giocatore inutile) e a darne qualcuno a Pekovic e infatti quando l’hanno fatto (aiutati dall’infortunio del serbo) Nikola ha risposto “presente”.
    Quello che non capisco è perchè Adelman faccia partire Beasley dalla panchina invece che metterlo in quintetto e costituire un trio di lunghi da favola (Pekovic, Love, Beasley). Notare che al suo posto parte Wesley Johnson, non esattamente il giocatore più forte in quel ruolo.

  • mvp scrive:

    Love è migliorato tantissimo, però trovo esagerata la sua convocazione alla gara al tiro da 3 all’ all star game, non è che sia sto tiratore eccellente e non da tanto. Non sono d’accordo

  • Prince Mascio scrive:

    D’accordossimo possono diventare una gran bella favola… Sembra che finalmente abbiano assimilato il dopo-Garnett con questo Kevin Love che gia dai tempi di Ucla seguivo ( faceva coppia con Westbrook)…. Adelman è un vecchio lupo di mare e non dimenticherei nemmeno il loro rookie Williams che nn è x niente male… Anzi…

  • Italian Kd scrive:

    Un mio amico statunitense, mi ha detto, che negli usa circola la voce, che minnesota avesse offerto ad okc Rubio e Pekovic per westbrook, quest’autunno prima che rinnovasse con i thunder. IO fossi nel general manager di Okc ora mi mangerei le mani, westbrook fa tanti punti, ma con l’infortunio di Maynor manca un play che abbassi il ritmo ogni tanto e faccia pensare e riposare la squadra, che con westbrook corre e si sfianca, anche per stare dietro alle palle perse. Lui è un supper atleta, con tanti punti nelle mani, ma con rubio e Pekovic si vinceva sicuro! Così ho dei dubbi in più. Pronostico Finals Okc- Chicago.

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