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Miami rivitalizzata dalla sosta

Nella stagione dei back-to-back e delle partite senza pausa, avere 4 giorni di “riposo” in cui lavorare sui propri errori (e magari sulla forma fisica) è davvero oro colato ed è importante sfruttarlo al meglio per farsi trovare pronti per il successivo estenuante ciclo di gare.

E’ successo a Miami che dopo 3 sconfitte consecutive (l’ultima contro i Nuggets il 13 gennaio scorso) è tornata ieri in campo mostrando all’inizio grosse difficoltà nel reggere i ritmi dei San Antonio Spurs per poi uscire (alla grande) alla distanza sintomo evidente di un certo lavoro fisico “pesante” svolto dai ragazzi di Spoelstra oltre che delle enormi difficoltà degli Spurs lontano dal Taxas. Il tutto senza Wade.

Sofferenza dunque per i primi 24 minuti di gara per gli Heat che alla fine primo tempo sono dietro 63-49, con gli Spurs guidati da un ottimo Tony Parker da 12 punti con 6/6 dal campo. Al ritorno dagli spogliatoi, qualcosa cambia e la coppia James-Bosh diventa un rullo compressore, coadiuvata dall’exploit da oltre l’arco dell’ex ragazzo prodigio Mike Miller, che chiuderà con 18 punti e 6/6 da tre. Il terzo quarto si chiude con un pazzesco 39-12 (cercasi difesa Spurs disperatamente!!!) per gli Heat, che poi suggellano nell’ultimo quarto la larga vittoria. Per gli Spurs è la quinta sconfitta in altrettante gare lontano dall’AT&T Center, dove invece viaggiano al ritmo opposto (9 vittorie in 9 gare).

Per gli Heat come ottima prova di LeBron (33 punti, 5 rimbalzi e 10 assist), assistito da un convincente Bosh da 30 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi.

Una netta inversione di tendenza dunque per gli Heat che nelle partite precedenti la sosta avevano invece mostrato grosse difficoltà soprattutto nella parte finale della  gara. Una notizia che non farà certamente piacere a Mike Brown e ai suoi Lakers.

4 risposte a Miami rivitalizzata dalla sosta

  • Anonimo scrive:

    Io intendevo che Miller fa 18 punti raramente come lo stesso bosh alle volte che nn sempre ne fa trenta…. e chiaro…tutti hanno delle serate in cui entra o nn entra…più che avere una squadra secondo me il problema degli heat e il gioco di squadra….che con wade e james in campo ho l impressione che sia più lento e statico l attaco…fermano un Po troppo la palla…nn e stato risolto il dilemma del lungo da affiancare a bosh…ne un play di valore…ma in ogni caso alle finali ad est ci arrivano sicuro…coi bulls direi…vista la scarsa competitività delle squadre ad est…

  • AleMos scrive:

    sarà pure tutto relativo. cmq sia quando abbiamo perso 3 partite di fila, non si pensava cosi. “relativo”.

  • Anonimo scrive:

    In regular season e tutto relativo…

  • AleMos scrive:

    lebron 33 punti?? chi? miller 18 punti? è? bosh 30 punti??…senza wade…mah…allora forse gli heat hanno una squadra…oh no!!!!

    let’go heat!

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