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Lebron, Rose e… la tachipirina!

Scusate il ritardo, ma avere moglie e figli influenzati ed essere l’unico abile e arruolabile non ti aiuta a stare sul pezzo, ma con in braccio mio figlio piccolo, mia moglie delirante e l’altro mio figlio febbricitante non potevo non vedere su Sportitalia 2 la futura finale dell’ Est conference. E debbo dire che tra una tachipirina e l’altra ho visto uno spettacolo indegno!

Voglio dare tutte le attenuanti alle due squadre, Chicago non al completo, Miami con Wade al mezzo servizio, ma quello che ho visto all’Americans Line Arena non è basket. E’ uno sport dove si corre, si salta molto (Lebron su tutti) e si sparacchia da tutti gli angoli del parquet. Se, per tutti, criticare Lebron e Miami è diventata la routine, più difficile è farlo nei confronti di Chicago e soprattutto dell’ex Mvp D-Rose.

Ma sfatiamo anche questo tabù, i buoni, i cattivi… Possiamo parlare di simpatici vs antipatici, ma poi quando si parla di basket è tutta un’altra cosa. Insomma inizia la partita e vedo saltare Lebron sopra la testa di un giocatore, allora corro da mio figlio per dargli la tachipirina, ma non faccio in tempo a somministrare il medicinale che Wade ne fa una delle sue e, sogno o son desto, anche Bosh sembra un giocatore di basket! Ma allora penso, ma non è che ho la febbre anche io? Poi però vedo Lebron sbagliare un passaggio contro la zona che nemmeno Giachetti avrebbe sbagliato e allora sono sicuro di non avere l’influenza.

Quando mia moglie mi chiama dall’altra stanza, Boozer segna 2 canestri di fila in una partita importante… allora sono certo che il virus abbia preso anche me perchè subito dopo Hamilton segna in contropiede contro Lebron e Noah “domina” sotto le plance. Insomma oramai sicuro della febbre, vedo lo spento Rose riaccendersi e segnare tiri improbabili e vederlo primeggiare ai tiri liberi con un sontuoso 12/12 dalla lunetta mi fa capire che non sono debilitato e posso lottare ancora contro l’influenza e a favore del basket.

Dopo 2 ore di partita, i miei dormono tutti ed io, provato come se stessi giocando la partita, mi accingo a vedere gli ultimi scampoli della partita e… muore il basket. Vedo Rose uno contro cinque che rimpatta la partita, vedo difese confusionarie, attacchi da playground fatti solo per far primeggiare i superuomini con i loro super fisici. Quando poi il numero 1 di Chicago spreca i tiri liberi tremante di paura, Lebron, tronfio, decide volontariamente di subire fallo e dimostrare a tutti che lui è più decisivo e meno pauroso di Rose. Vuole riconquistare i critici, riabilitarsi, in quel momento vuole far capire che è diverso e allora io dico, al termometro che mi sa sotto il braccio, “se li mette è un grande e io sto male, ma se li sbaglia dimostra chi è e io sono sano!”

Fatto sta che non mi sono ammalato ma ho visto una partita che avrebbe dovuto esaltare il basket e il suo gioco, ed invece ha esaltato solo i personaggi e le giocate, ma per me il basket non è questo. Se anche Derrick si fa annebbiare la vista e cerca di dimostrare qualcosa a qualcuno, dimenticando (nell’ultimo tiro) i compagni liberi (Hamilton), allora il basket americano va peggio, se invece è stato solamente uno scontro di regular season dove non c’era in palio nulla e si poteva anche sbagliare e perdere, allora abbiamo margine.

8 risposte a Lebron, Rose e… la tachipirina!

  • Danilo Scaffaro scrive:

    Io credo, purtroppo, che la tendenza sia proprio questa: “palla al campione e speriamo che vada bene!”, ma per me questo non è basket! Chicago ha fatto vedere sicuramente più variazioni di difesa e soluzioni finali mentre Miami ha un solo gioco da proporre che però è abbastanza devastante. Detto ciò, ripeto, questo non è basket!!!

  • giova scrive:

    Anch’io non ho trovato questa partita così tremenda ! Anzi !
    I Chicago sicuramente ora, non sono a livello deglli Heat, inoltre mancava Deng e Watson, e non hanno un panchina adeguata mentre gli heat anche lì non scarseggiano.
    Hamilton ha sbagliato qualche tiro, Boozer verso la fine ha fatto vedere qualcosa Korver anche lui non è riuscito a fare quei punti che con l’assenza di Deng sono essenziali; Brewer deve far parte della seconda squadra, e Lucas III non può stare in una squadra NBA come i Chicago anche se è stato bellino le prime partite
    Mi sembra che verso la fine senza più schemi, il coach Thibodeau abbia detto passate la palla a Rose e “che ce la mandi buona ”
    C’è anche da dire che Thibodeau con il rooster che aveva domenica è sempre riuscito a stare attaccato al risultato quasi rischiando di vincere verso la fine.
    Mi è sembrato più un Davide contro Golia, questo per dire che va bene le critiche ma per me i Bulls sono riusciti a stare attaccati al risultato solo grazie a Thibodeau che giostra le proprie forze con intelligenza cosa che i MIami con tutte quelle armi sputa fuoco che hanno non hanno un coach che gli organizzi !

  • mvp scrive:

    il fatto che sia uscita una partita del genere, secondo me, è dovuta sopratutto al fatto che hanno giocato 2 grandi difese, il segreto di entrambe le squadre. Naturale che uscissero D Rose e Lebron come protagonisti assoluti, loro trascendono anche la miglior difesa. Tra l’ altro non ho mai visto coach Tibo fare cosi tanta zona in una partita, che certo non ha consentito tanto spettacolo. Infine sono convinto che quello che è mancato sopratutto a Chicago è stato il trasformare i turnovers in punti, troppe occasione sprecate e “contropiedi” mal sfruttati.

  • Luigi Bicco scrive:

    Mah. Sarò strano io, ma a me la partita non è sembrata male. Anch’io ero con moglie e figlio ammalati, tra l’altro. E l’ho guardata con gli occhi gonfi e uno sciame di zanzare nella testa. Però se da una parte non c’era Deng e Boozer continuava a fare più danni che altro e dall’altra il terzetto delle meraviglie si dimostrava fallibile com’è già più volte accaduto nelle scorse gare, è anche normale che i protagonisti vogliano prendere la propria squadra a braccetto. Se poi per non perdere l’occasione di fare due punti, LeBron debba saltare con le ginocchia in testa a Lucas, ben venga. E se Rose deve muoversi sotto il canestro come un tarantolato, ben venga anche quello. Intanto ne ha messi dentro parecchi e da angolazioni impossibili.

    Era improponibile non aspettarsi una gara nella gara tra LeBron e Rose.

    Per carità, in effetti non sarà stata la partita più tecnica da inizio regular season, ma in Italia ci si lamenta spesso del contrario, di quanto non si riesca a vedere uno sport frizzante o divertente. Non dico o quello o quello, ma bisogna pur cercarlo, un equilibrio.

    Insomma, meglio questa che altre. Un’altra partita come quella dei Wizards contro Boston di domenica scorsa e mi sparo sul divano.

  • Sir Mitch scrive:

    é puro spettacolo ma non è basket , io penso che sia anche colpa delle nuove generazioni di play che vengono avanti tutti dei lebron in miniatura non a caso quella partita vedeva di fronte una squadra senza play ( cmq ruolo non sfruttato ) e l’altra con Rose che fa il play ma non ha nulla a che fare con quel ruolo parlando in senso romantico ,,,,,,,,(nash, kidd, stockton, ecc ecc ).
    Il gioco è tutto un 1contro1 , isolamenti , gioco stagno , infatti appena i Bulls si mettevano a zona per Miami era notte fonda …….

  • Danilo Scaffaro scrive:

    sarai d’accordo con me allora….. ma che basket è?!?!?!?!

  • Sir Mitch scrive:

    “Wade era a mezzo servizio ……..Chicago + squadra ( non in questa partita ) ma inferiore a Miami secondo me ! cmq è stata la sagra del tiro forzato mamma mia , questo è playground commercializzato !!!!!” QUESTO FU IL MIO COMMENTO DELL’ARTICOLO FATTO DA MIRKO NOVELLI IERI , DIREI IN PERFETTA SINTONIA CON IL TUO POST DI OGGI.

  • Valerio scrive:

    Bella ma brutta partita è vero! Ma Rose quant’è forte? e Lebron quanto salta?
    Tra una tachipirina e l’altra vieni ad allenarci!

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