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E’ di nuovo Cuban contro la NBA

Mark Cuban proprietario dei Dallas Mavericks in una foto di repertorio

Che i Mavs siano i campioni in carica più bistrattati della storia abbiamo già detto e scritto abbondantemente ma, a volte, viene anche da chiedersi se certe piccole “coincidenze” siano sempre e solo frutto di eventi del tutto casuali. Troppe le coincidenze, troppe le scortesie fatte ai campioni del 2011 e dato che a pensar male si commette peccato ma spesso ci si prende il dubbio è se della parti della lega a qualcuno non abbia dato fastidio l’inaspettata  (fino a maggio) vittoria dei Mavericks.

L’ultimo sgarbo in ordine di tempo ha fatto infuriare Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, con la NBA rea di non aver organizzato il consueto viaggio (consiste, in realtà, dell’inserimento nel programma di una partita nel periodo natalizio, ndr) dei campioni in carica a Washington in modo da permettere la consueta visita alla Casa Bianca per l’incontro con il presidente in carica. Vista l’ennesima mancanza da parte di Stern & Co. nei confronti dei texani, i Mavs hanno deciso di organizzare per conto loro il giro dal presidente Obama per lunedì prossimo prima delle partite a Detroit e Boston.

Lapidaria (ma se fossi un tifoso o un giocatore dei Mavs, non mi convincerebbe comunque del tutto, ndr) la spiegazione della lega che ha detto che la visita non è stata programmata perché era impossibile inserirla in un calendario di 66 giornate.

“Non avrebbe avuto senso chiamarli, è davvero una cosa sciocca quella fatta della NBA.  L’ho capito da solo che non ci sarebbe stata nessuna partita a Washington, così ho organizzato tutto da solo. Come si può essere così stupidi? Bisogna solo inserire nel software che gestisce il calendario Dallas a Washington. E’ una tradizione e un’esperienza molto bella” – Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks


4 risposte a E’ di nuovo Cuban contro la NBA

  • Pingback: I Mavs incoronati da Obama | NBA Italia news – notizie, video, curiosità e approfondimenti sul mondo NBA

  • Andrea scrive:

    @ Ugo, Stern lavora per i proprietari, e molti di loro non erano contenti di vedere i Lakers rinforzarsi ulteriormente, specie dopo un lungo lockout che, tra le altre cose, serviva proprio ad evitare che squadre grosse come i Lakers si continuassero a rinforzare comodamente a scapito delle altre squadre grazie alle loro infinite disponibilità finanziarie.

    Infatti, proprietari proprio come Mark Cuban (che tu lodi), Michael Jordan o Dan Gilbert, che ha pure mandato un e-mai a Stern quasi implorandolo di bloccare la trade che avrebbe spedito Paul ai Lakers, erano alcuni dei proprietari che erano contro questo scambio. Quindi trovo un po’ ipocrita il fatto che critichi Stern x aver bloccato la trade e allo stesso tempo lodi Mark Cuban che era uno dei proprietari che era contro questo scambio.

  • Andrea scrive:

    No non è cosi. Lasciamo stare discorsi complottisti che non c’entrano nulla.

    I Mavs sono conosciuti negli USA come un’organizzazione che si lamenta sempre di tutto a prescindere, quindi non c’è nessuna stranezza. E’ semplicemente pura ossessione da parte dei Mavs che tutti siano contro di loro. Io, da persona obiettiva che guarda ai fatti (non sono nè pro-Mavs nè contro-Mavs) non vedo stranezze di alcun tipo contro la squadra. Questa mentalità da tifoso “sono tutti contro di noi” mi ha sempre fatto ribrezzo xchè, se controlliamo bene, ogni squadra ha tifosi che pensano così, che pensano siano tutti contro di loro. Cosa c’è, allora, un complotto contro ogni squadra?

    A parte il fatto che le arene non ospitano soltanto le partite NBA, ma ospitano eventi quasi ogni giorno tipo partite anche di college basket, hockey, concerti, eventi di vario genere e vanno prenotate in anticipo (cosa non facile da fare con il calendario post-lockout buttato giù in pochi giorni), non è stato facile stilare il calendario (a tal proposito, c’era un ottimo articolo su Grantland.com, firmato da Jonathan Abrams, che parlava di quanto difficile fosse stilare il calendario NBA e di quante problematiche ci fossero da considerare; consiglio di leggervelo se non conoscete come funziona la cosa invece di sparare teorie complottiste, che sono tipiche di coloro che non conoscono i fatti).

    Non c’è nessuna regola che dica che i campioni NBA (o di altri sport) debbano x forza giocare a Washington. Questa è soltanto una baggianata inventata da giornalisti che non hanno fatto i propri compiti e hanno sollevato un polverone inutile.

    Molte volte le squadre che hanno vinto il titolo sono state ricevute alla Casa Bianca in un periodo in cui non avevano proprio alcuna partita a Washington o addirittura durante l’off-season. La visita alla Casa Bianca dei Mavs sarebbe avvenuta più avanti di sicuro, come è successo con altre squadre.

    Senza considerare il fatto che, anche se l’NBA avesse programmato una partita a Washington (con settimane d’anticipo, xchè ricordiamoci il calendario viene stilato settimane prima o mesi prima in stagioni normali senza lockout) non significa che Obama sarebbe stato disponibile per quel giorno. Obama ha impegni quotidiani e anche impegni improvvisi che lo costringono a cancellare molti eventi che aveva in programma, quindi se anche l’NBA avesse programmato una partita a Washington non ci sarebbe stata alcuna garanzia che Obama sarebbe stato disponibile.

  • Ugo scrive:

    Concordo col giudizio di Cuban, stavolta.
    Ma ormai è chiaro che Stern sta derivando nel dispotico, questa è solo l’ultimo segnale di una lunga serie.
    Il penultimo è stato il veto alla trade che avrebbe portato Paul ai Lakers.

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