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E’ Clippers-time ma i Thunder volano. Bene Lakers, Magic, Blazers, Sixers, Hawks e Rockets. Sconfitta per i Bulls.

Undici gare nella notte NBA. Tornano alla vittoria i Lakers battendo i Mavs grazie ad una tripla di Fisher finalmente in doppia cifra. Bene i Magic contro i Knicks in cerca di identità. Sconfitta esterna per Chicago contro i Grizzlies. Ancora bene Philadelphia, Portland e Atlanta. Torna alla vittoria anche Houston. Vittoria anche per i Cavs. Terza vittoria per i Clippers privi di CP3. Giornata negativa per gli italiani (con il Gallo ch eperò non partecipa alla sconfitta dei Raptors).

Chicago BULLS 86 – Memphis GRIZZLIES 102

Chicago stavolta non riesce a sopperire all’assenza dell’MVP della scorsa stagione, Derrick Rose e si vedono interrompere la serie positiva di 5 vittorie consecutive dai dei buoni Memphis Grizzlies che subito mettono in difficoltà i Tori soprattutto grazie ad un grande atletismo. A metà gara i Grizzlies sono già sopra 58-38 con i Bulls che non riescono a riaprire la gara nel secondo tempo e chiudono con 16 punti di distacco. Per i Grizzlies ottime prestazioni di Gay (24 punti), Conley (20 punti, 7 rimbalzi, 8 assist) e Gasol (19 punti, 10 assist). Per i Bulls c’è il solito Luol Deng (20 punti, 6 rimbalzi), aiutato da Watson e Gibson in doppia cifra partendo dalla panchina. In doppia cifra anche Boozer. Male Noah (2 punti) davvero lontanissimo dalla miglior forma.

Cleveland CAVALIERS 102 – Charlotte BOBCATS 94

I Cavs raggiungono il record di .500 di vittorie in stagione andando a vincere sul campo dei Bobcats. E’ ancora una buona prestazione da 25 punti del rookie Irving che trova una valida spalla da Jamison 20 punti. Male Charlotte sia in gara che in stagione cui non bastano il solito D.J. Augustin (24 punti, 8 assist).

Dallas MAVERICKS 70 – Los Angeles LAKERS 73

E’ un Kobe Bryant “umano” quello sceso in campo contro i campioni in carica: prima gara sotto i quaranta punti per lui che alla fine chiuderà con la “miseria” di 14 punti e 7 assist con 7/22 dal campo. Insomma, anche gli alieni ogni tanto si riposano…Ritorno amaro, invece, per Lamar Odom allo Staples Center di Los Angeles. Il dente avvelenato, l’ex di turno, ce l’ha e lo mette in campo chiudendo come secondo miglior marcatore dei suoi: 10 punti partendo dalla panchina (eterno miglior sesto uomo il buon Lamar), dietro solo a “Wunder Dirk” Nowitzki (21 punti, 7 rimbalzi). Partita dalle percentuali bassissime (35% i Mavs, 38% i Lakers) e partita in bilico fino a 3 secondi dal termine quando un Fisher finalmente su livelli decenti almeno in fase realizzativa (13 punti, 2 assist) infila la tripla decisiva su assist di Bryant. A niente serve il tentativo allo scadere di Vince Carter, che si infortuna alla caviglia nella stessa azione. Panchina corta per entrambe le squadre (solo 9 giocatori impegnati) e a fine gara i californiani avranno portato in doppia cifra Bynum (migliore in campo), Fisher e Bryant.

Houston ROCKETS 114 – Washington WIZARDS 106

Continua l’ “annus horribilis” dei Wizards che ospitano gli Houston Rockets reduci dalla vittoria casalinga al supplementare contro i Blazers e perdono nuovamente. Dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio i Rockets segnano il parziale decisivo nel terzo quarto che consente loro di creare il solco che permette loro di rendere vana la rimonta dei capitolini che non riesce ad evitare la sconfitta numero12 in stagione. Per Houston, 4 uomini in doppia cifra e un 25 su 26 ai tiri liberi di squadra. Per Washington finalmente un ottimo John Wall da 38 punti con 6 rimbalzi e 8 assist.

Milwaukee BUCKS 82 – Philadelphia 76ERS 94

Partita decisamente dal risultato prevedibile quello in scena a Philadelphia dove i 76ers, imbattuti in casa, ricevevano Milwaukee che non vive un ottimo momento. Nonostante le premesse però, la gara si dimostra equilibrata ma è nel terzo quarto che i padroni di casa piazzano il parziale decisivo (29-19) che permette loro di allungare ad una distanza di sicurezza e di ottenere la vittoria numero 10 in stagione. I Sixers sono trascinati da Iguodala (21 punti e 7 rimbalzi), Holiday (20 punti, 5 palle rubate e 5 assist) e Williams (17 punti, 6 assist). Per i Buck da segnalare la doppia doppia di Bogut (20 punti, 11 rimbalzi, 4 assist; in doppia cifra anche Leuer, Harris e Udrih.

New Jersey NETS 91 – Los Angeles CLIPPERS 101

Impegno casalingo anche per i Clippers che allungano a tre la striscia di vittorie consecutive (dopo Heat e Lakers ora Nets). Vista l’assenza di Chris Paul è Billups ad agire da playmaker con Foye promosso guardia titolare. A fine gara tutto il quintetto base chiuderà in doppia cifra, con Butler, Griffin e Billups sopra i 20 punti. Per i Nets, sempre orfani di Brook Lopez (quanto pesa questa assenza!), 19 per Brooks, 15 per Okur e 14 per Williams (ma 5-14 al tiro e -19 di plus-minus).

Oklahoma City THUNDER 97 – Boston CELTICS 88

Perkins torna per la prima volta al TD-Northbank e non fa altro che aumentare il rammarico per il suo addio dei tifosi dei Celtics arrivati alla 5 sconfitta consecutiva. I Thunder sempre più primi della classe ad Ovest, partono forte ma senza riuscire a spostare l’equilibrio della gara fino agli ultimi minuti del 4° quarto con Westbrook che mette 3 triple in 2 minuti e scava il solco decisivo. Per Westbrook sono 26 punti finali aiutato dal solito Durant che arriva a sfiorare i 30 (28 punti). Per Boston doppia-doppia per Garnett (12 punti, 12 rimbalzi, 5 assist) e O’Neal (12 punti, 11 rimbalzi), con Rondo che sfiora addirittura la tripla-doppia (12 punti, 9 rimbalzi, 9 assist). Ma è il solito Paul Pierce il miglior marcatore con 24 punti, male invece Allen (6 punti, 2/7 dal campo). Per Oklahoma è la settima vittoria consecutiva.

Orlando MAGIC 102 – New York KNICKS 93

I New York Knicks ritrovano Carmelo Anthony ma trovano anche la terza sconfitta stavolta contro i Magic. L’equilibrio si spezza al quarto quarto quando Orlando mette a segno un parziale da 29 a 18 e conquista la vittoria. Male Howard (8 punti, 10 rimbalzi) che chiude in anticipo la gara per falli. Con “Superman” sottotono sono le prestazioni di Ryan Anderson (30 punti, 7-13 da tre e 7 rimbalzi) e JJ Redick (21 punti), in quintetto a causa dell’infortunio di J-Rich, a portare alla vittoria Orlando. I Magic viaggiano quasi al 50% dal perimetro ( 17/ 35 triple) e tengono gli avversari sotto quota 100 punti, nonostante i 33 di Carmelo (9/27 dal campo), unico giocatore dei Knicks sopra i 15 punti. Malissimo anche Chandler che chiude con 4 punti e 8 rimbalzi in 34 minuti di impiego.

Portland TRAILBLAZERS 84 – New Orleans HORNETS 77

I Blazers tornano alla vittoria e chiudono in vantaggio fin dal primo quarto per 20 a 15, ma è nel terzo quarto che Aldrige e compagni fanno la voce grossa e chiudono i conti. Per l’ala della franchigia dell’Oregon, alla fine, ci saranno 22 punti e 9 rimbalzi. Batum, Wallace e Matthews vanno in doppia cifra. Per New Orleans ancora una brutta gara di Marco Belinelli (forse troppo preoccupato del contratto in scadenza) che chiude con la miseria di 2 punti in 20 minuti e un inquietante 1/8 dal campo. Buona prova invece per Jack (21 punti), Okafor e Kaman (12 punti a testa).

Sacramento KINGS 86 – Minnesota TIMBERWOLVES 99

E’ il duo Kevin Love – Luke Ridnour a regalare la vittoria ai Wolves (visti i 58 punti con 21-35 dal campo) contro i non irresistibili Kings. Sacramento rimane in partita fino a metà gara ma nel terzo quarto Minnesota piazza il parziale decisivo (25-16) ed è costretta ad arrendersi. Quattro i giocatori in doppia cifra i Kings ma nessuno sopra i 12 punti. Per Rubio 9 punti, 8 rimbalzi e 8 assist in 38 minuti di impiego.

Toronto RAPTORS 84 – Atlanta HAWKS 93

Ennesima sconfitta per i Raptors stavolta privi anche di Andrea Bargnani. Alla Philips Arena, sono soprattutto Josh Smith (28 punti, 15 rimbalzi con un buonissimo 13/19 dal campo) e  Joe Johnson (27 punti, 5 rimbalzi, 6 assist) a portare l’ennesima vittoria stagionale nella cascina degli Hawks. Per Toronto ennesima gara con almeno 5 giocatori in doppia cifra con Leandro Barbosa che partendo dalla panchina mette 22 punti. Senza il “Mago” i canadesi tirano dal perimetro con solo il 25% ma sono soprattutto le 17 palle perse ad aumentare il rammarico per i Raptors per la sconfitta di 9 lunghezze.

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