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Pesce grande mangia pesce piccolo

Il lockout non è piaciuto davvero a nessuno e il nuovo contratto collettivo rischia di essere una bufala clamorosa che non raggiungerà alcuno degli obiettivi che si era prefissato (se non quello di far andare una maggior parte degli introiti ai proprietari delle franchigie, ndr). A dimostrarlo sono una serie di “strane” coincidenze che si stanno verificando in questo inizio di mercato che, pur andando nella direzione cercata dai proprietari delle “piccole piazze” che si stanno muovendosi molto bene sul mercato, lasciano pensare che qualcosa non quadri.

Sia chiaro: ben venga un riequilibrio delle forze in campo. Il mercato finora ha riservato parecchie sorprese con giocatori di calibro che si sono spostati (vedi Paul) o sono rimasti (vedi Nene) in squadre non proprio di prima fascia, ma bisogna chiedersi se questo nuovo equilibrio è destinato a durare. E la risposta è: NO.

NO perché lascia molto pensare il semi-immobilismo che il mercato delle grandi franchigie sta vivendo nonostante un disperato bisogno di rinforzi: Lakers, Miami, Orlando, Chicago, Dallas invece di migliorare il proprio roster lo hanno indebolito chi per scelta (Dallas) chi cause di forza maggiore (Lakers e Miami). Possibile che i leader del mercato degli ultimi anni si siano ritrovati improvvisamente con le mani legate?

Si dice che i Magic siano fermi sul mercato perché alla ricerca di un accordo con Howard ma è una realtà parziale, forse addirittura un errore: nell’analizzare l’impasse del mercato di Orlando si scambiano causa ed effetto. Il rinnovo di Howard non arriverà finché i Magic non si rinforzeranno per puntare al titolo e con Paul ai Clippers al di fuori delle dichiarazioni forse Howard ha già scelto una nuova destinazione.

Il mercato di Dallas è forse il quarto segreto di Fatima. Mai nella storia della NBA si era vista una franchigia campione in carica smantellare una squadra vincente senza rifondare. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una ringiovanita dei Mavs che hanno vinto un titolo alla fine di un ciclo, non all’inizio. Gli over-30 Kidd e Nowitzki non potranno tirare sempre la carretta soprattutto in una stagione dove si giocherà ancor più spesso, senza contare che gli ex Chandler e Barea sono state le vere armi aggiuntive di Dallas nella scorsa finale. L’arrivo di Odom è solo uno zuccherino per i tifosi texani che già sono imbufaliti…

Anche il mercato di Miami è qualcosa di incomprensibile. La necessità di rafforzarsi è evidente dopo la sconfitta dello scorso anno imputata alla mancanza di uomini affidabili in panchina. Cosa è stato fatto? Nulla, in compenso Bibby si è svincolato e Ilgauskas si è ritirato. Billups ha cercato in tutti i modi di accasarsi in Florida ma non è stato preso in considerazione…

I Lakers hanno provato (ed erano riusciti, ndr) in un colpo solo a ringiovanire la rosa e abbattere il monte ingaggi. C’è voluto un intervento clamoroso di Stern, che continua a non convincere per modus operandi e per l’opportunità che la lega continui ad essere proprietaria di una franchigia dopo così tanto tempo, a bloccare la trade a 3 che portava Paul ai lacustri. Alla fine Odom si è accasato a Dallas e i losangelini hanno puntato su Josh McRoberts in arrivo da Indiana che, con tutto rispetto, di Odom potrebbe forse sostituire solo lo spazio occupato fisicamente. Anche qui i tifosi cominciano a preoccuparsi soprattutto per il contemporaneo rafforzamento dei “vicini” Clippers…c’è chi sussurra che Howard sia in arrivo…ma ora i tifosi chiedono certezze.

Il mercato di Chicago è talmente fermo da non alimentare neanche rumors eppure Rose avrebbe bisogno di un aiuto per far fare il salto di qualità ai Bulls.

Quello delle grandi franchigie non è un problema di salary cap e neanche di nuovo contratto collettivo che di escamotage per superare il tetto salariale ne concede anche troppi. L’appeal che hanno certe piazze sui giocatori è assolutamente troppo forte (non è un caso che Paul abbia scelto i Clippers dopo i Lakers) è possibile che ci attenda una stagione di transizione con le franchigie minori a far la parte del leone sul mercato oppure, prima o poi, i pesci grandi torneranno a mangiare quelli più piccoli.

E’ una legge naturale che dura da millenni che difficilmente Stern & Co. e un nuovo CBA riusciranno a cambiare così in fretta…

2 risposte a Pesce grande mangia pesce piccolo

  • Roberto scrive:

    Be’, Dallas lo scorso anno il titolo lo ha vinto sia con i nomi che con i sacrifici.

  • pierluigi scrive:

    non condivido questo articolo perchè a tuo parere tutte le squadre avrebbero bisogno di rinforzarsi, chi per vincere l’anello chi per avvicinarsi a vincerlo, mentre invece come ha dimostrato dallas l’anno scorso non è con i nomi che si vince il titolo ma con i sacrifici e lo spirito di squadra che forse la mancanza di campioni può aiutare a realizzare

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