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Lente di ingrandimento: SOUTHWEST DIVISION

Continua il viaggio attraverso le division della NBA. Stavolta facciamo tappa nella Southwest Division.

La Southwest Division è generalmente una delle divisioni più difficili delle Lega ma ha vissuto non pochi ribaltoni in questa preseason post-lockout e fa strano vedere il livello qualitativo dei team della Southwest Division livellarsi ma verso il basso: crecono i Grizzlies ma non brillano San Antonio e Dallas. Eppure la Southwest è stata l’unica division in grado di sfornare 2 diversi team campioni NBA negli ultimi 5 anni prima San Antonio e poi Dallas. Purtroppo però entrambe le squadre sono ormai alla fine di un ciclo e non sembrano attrezzate per combattere ad alti livelli. I Mavericks lo scorso giugno, annullando i sogni di gloria dei “Big Three” hanno riportato il titolo nella Southwest Division dove mancava dal 2007 (ultimo trionfo Spurs) dopo la doppietta Lakers e l’anello dei Celtics ma quest’anno non sembrano attrezzati per ripetere l’impresa.

Vediamo come si presentano ai nastri di partenza della nuova stagione NBA i campioni in carica, i San Antonio Spurs, i New Orleans Hornets, gli Houston Rockets e i Memphis Grizzlies, vera a propria rivelazione degli scorsi playoff.

SAN ANTONIO SPURS (2010-2011 / 61-21 / DIV. 10-6)

ARRIVI: FORD (Pacers)
PARTENZE: McDYESS (retired)
QUINTETTO: PARKER, GINOBILI, JEFFERSON, DUNCAN, SPLITTER

A lockout appena concluso Richard Jefferson sembrava in procinto di essere liberato come primo amnistiato dell’intera NBA, poi in realtà ha iniziato ad allenarsi con la squadra e superata la deadline per l’utilizzo dell’Amnesty Clause sembra essersi salvato dal taglio. Ginobili e Duncan hanno un anno in più ed è difficile dire cosa ci si potrà aspettare dagli Spurs (che partono comunque come squadra meno battuta della Western Conference), che però potranno contare su un Tony Parker molto tonico. L’unico arrivo è stato TJ Ford, reduce da un’esperienza europea tutt’altro che positiva (una sola partita col KK Zagabria), come vice di Parker e potrebbe veramente dire la sua se saprà inserirsi nei meccanismi della squadra, la novità è che per la prima volta in carriera percepirà il minimo salariale e quindi il suo contratto di certo non risulterà un peso come per le sue vecchie squadre negli ultimi anni. Davvero un buon affare.

Sarà da vedere come Pop gestirà la squadra in una stagione con meno partite ma molto più intensa, è prevedibile che qualche back-to-back possa essere risparmiato al capitano Duncan che torna a giocare nella posizione di ala grande. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Ginobili (che non ha giocato durante il lockout, ndr), mentre Tony Parker è sembrato rigenerato dalla sua esperienza francese all’Asvel Lyon-Villeurbane. Dal punto di vista interno, ci si attende dei miglioramenti dall’ex trevigiano Gary Neal, che però inizierà fuori la stagione causa intervento all’appendice; anno cruciale per il centro brasiliano Tiago Splitter in una stagione che probabilmente lo vedrà in quintetto. Si ritira il veterano di tante battaglie Antonio McDyess.

Di primaria importanza trovare un ricambio per i lunghi, alcuni rumors parlano di Kenyon Martin ora a Ajinca in Cina (sempre se riuscirà a liberarsi dai cinesi).

POSSIBILE POSIZIONE IN DIVISION: 1° – 2°


DALLAS MAVERICKS (2010-2011 / 57-25 / DIV. 8-8)

ARRIVI: ODOM (Lakers), CARTER (Suns), WEST (Celtics), S. WILLIAMS
PARTENZE: CHANDLER (Knicks), BAREA (Wolves), BUTLER (Clippers), STOJAKOVIS (retired), BREWER (Nuggets), FERNANDEZ (Nuggets)
QUINTETTO: KIDD, CARTER, MARION, ODOM, NOWITZKI

Incomprensibile capire le intenzioni di Cuban dopo la tanto agognata conquista dell’Anello sei mesi fa: è stato un mercato strano e troppo movimentato, per una squadra che ha appena vinto il titolo (anche se con un’età media piuttosto alta) e che di solito cerca di mantenere la quadratura del cerchio.

I Mavs perdono due pedine importantissime nella vittoria della scorsa stagione come Tyson Chandler (Knicks) e JJ Barea (Wolves) oltre a Caron Butler (Clippers, che però era stato fuori a lungo per infortunio) e Peja Stojakovic, che ha da pochi giorni annunciato il suo ritiro. Il lavoro della dirigenza va visto anche in ottica luxury tax, iniziando un lavoro di abbassamento del monte salari in vista delle prossime stagioni, da qui la dolorosa rinucia a Chandler che ha scelto la via (e i dollari) della Grande Mela.

Di contro, arriva il miglior sesto uomo dell’NBA, Lamar Odom (grazie alla TPE arrivata dai Knicks insieme a Andy Rautins, poi rilasciato per potersene andare in Europa) e i veterani Vince Carter e Delonte West. Interessante anche la firma di Brandan Wright (ottava scelta assoluta del Draft 2008 per i Warriors), dimenticato dai più dopo una prima stagione interessante. Freschissima è la firma di Sean Williams (in uscita dall’Europa).

Paradossale la situazione di coach Carlisle che si trova in squadra i due sesti uomini migliori della Lega e dovrà affidarsi a loro per trovare nuovamente fortuna: probabilmente Carter occuperà lo spot di guardia tiratrice titolare con Terry riserva mentre il reparto lunghi è tra i più enigmatici della NBA e un Lamar Odom in partenza dalla panca significherebbe Haywood titolare nella frontline con Nowitzki e Marion. Ma propendiamo per un Odom titolare come ala grande con Nowitzki sacrificato nel ruolo di centro.

Di sicuro ancora nel novero delle favorite, ma la corsa al repeat sarà dura.

POSSIBILE POSIZIONE IN DIVISION: 1° – 2°


NEW ORLEANS HORNETS (2010-2011 / 46-36 / DIV. 9-7)

ARRIVI: GORDON-AMINU-KAMAN (Clippers)
PARTENZE: PAUL (Clippers), WEST (Pacers), GRAY (Raptors)
QUINTETTO: JACK, GORDON, ARIZA, OKAFOR, KAMAN

Vista dal punto di vista del roster di New Orleans, Stern ha avuto ragione, cedendo Paul ai Clippers ha ottenuto un praticamente metà quintetto titolare: Aminu, Kaman (in scadenza), la 1° scelta di Minnesota dell’anno prossimo e soprattutto l’astro nascente Eric Gordon. Volendo essere pignoli, dopo questo scambio (peraltro Paul non ha esteso come avrebbe fatto coi Lakers, ma ha semplicemente attivato la PO che lo vincola fino al 2013 coi Clips) il commissiario potrebbe autoassegnarsi (con merito, ndr) il premio di Executive of the Year. Lasciano perplesse altre mosse della franchigia come la Quality Offer estesa a Belinelli (che, reduce dalla miglior stagione in carriera, ora si troverà chiuso da Gordon nel suo ruolo e senza il fisico necessario per giocare ala piccola se non per qualche momento estemporaneo di quintetto basso), il rinnovo triennale a 2,5mln a stagione per Jason Smith ma soprattutto l’annuale da 9 milioni a Carl Landry.

Ci sarà ancora da soffrire per gli Hornets sia fuori dal campo per la ricerca del nuovo proprietario (ora che in molti dopo l’intervento diretto di Stern sul mercato chiedono che la lega se ne liberi) che probabilmente sposterà la sede della franchigia, sia in campo dove bisognerà metabolizzare la partenza del proprio uomo squadra, pur avendo ottenuto giocatori giovani e una scelta alta che fa ben augurare per il futuro. Starà a Jarret Jack cercare non far rimpiangere Paul. Gli facciamo il nostro “in bocca al lupo”.

Meno contento (soprattutto per l’immediato) coach Monty Williams che avrebbe preferito di gran lunga che andasse in porto la trade con Lakers e Rockets, in quanto gli avrebbe consegnato una squadra più competitiva per la stagione che va ad iniziare, con giocatori come Odom, Scola e Martin che avrebbero garantito competitività fin da subito.

Con West che ha firmato per Indiana, c’è da segnalare che pure il secondo miglior giocatore è stato lasciato andar via. In campo ci sarà da verificare anche la coesistenza Kaman-Okafor, con Landry pronto ad andare in quintetto in caso di problemi.

POSSIBILE POSIZIONE IN DIVISION: 3° – 4°


MEMPHIS GRIZZLIES (2010-2011 / 46-36 / DIV. 8-8)

ARRIVI:
PARTENZE: BATTIER (Heat)
QUINTETTO: CONLEY, MAYO, GAY, RANDOLPH, GASOL

I Grizzlies hanno deciso di non intervenire sul mercato dato che rispetto alla scorsa stagione ritrovano Rudy Gay ma perdono Shane Battier (andato a Miami) assenza che forse peserà nelle rotazioni.

Il più grande acquisto per Memphis è stato riuscire a trattenere con un max contract, e pareggiando l’offerta dei Rockets, Marc Gasol, riuscendo a confermare il blocco che ha fatto di Memphis la mina vagante ai playoff della scorsa stagione, ma tale scelta consegna ai Grizzlies un cap risulta notevolmente appesantito con quasi 60 milioni impegnati per solo 4 giocatori (Gay, Gasol, Randolph e Mike Conley). Lo scorso anno è stato un autentico “exploit” e sarà dura ripetersi; se la squadra mantiene la stessa concentrazione e la stessa “fame” potrà togliersi comunque diverse soddisfazioni.

Probabile qualche ulteriore mossa a sistemare il mercato, la squadra è profondissima dietro ma carente a livello di cambi dei lunghi, ancora di più dopo la terribile tegola dell’infortunio di Darrel Arthur (fuori per l’intera stagione) e i problemi burocratici di Haddadi.

POSSIBILE POSIZIONE IN DIVISION: 3° – 4°

HOUSTON ROCKETS (2010-2011 / 43-39 / DIV. 5-11)

ARRIVI: LIN (Warriors), ADRIEN (Treviso)
PARTENZE:
QUINTETTO: LOWRY, MARTIN, BUDINGER, SCOLA, HILL

E’ ufficialmente l’anno del dopo-Yao vanamente atteso per un anno e mezzo. Da Chandler, a Pau Gasol, a Nenè, a Marc Gasol. Questa è stata la serie di vani tentativi dei Rockets di riportare un big man di peso in squadra. Serie di tentativi miseramente fallita, prima a causa del veto di Stern sulla trade Lakers-Paul (che avrebbe però privato Houston di Scola e Martin), poi per la poca appetibilità attuale della squadra verso i free agent, con tutti gli obiettivi principali che hanno rinnovato o si sono accasati altrove. Amaro in bocca soprattutto per non essere arrivati a Gasol jr che aveva firmato l’importante offerta del Rockets, pareggiata poi dai Grizzlies.

Squadra sostanzialmente invariata dalla scorsa stagione, da vedere la reazione dei propri uomini di punta allo scambio saltato, il rischio di un caso Odom c’è anche qui pur se le ambizioni sono di diversa natura rispetto ai Lakers.

4 risposte a Lente di ingrandimento: SOUTHWEST DIVISION

  • Mirko Novelli scrive:

    Ha ragione…nella fretta non mi ero accorto della vetustà dell’immagine…

    Grazie per la segnalazione

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