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Bulls al cardiopalma. Male i Magic. Sono già i Clipper di CP3

Finalmente è iniziato: il campionato NBA ha avuto il suo “Christmas Special” con partite di altissimo livello e con risultati più o meno a sorpresa con partite tiratissime (come Boston – New York e Chicago – L.A. Lakers) o altre come che si sono indirizzate su binari ben precisi sin da subito.

BULLS 88 – 87 LAKERS
E’ un canestro di Derrick Rose a 5” dalla fine a decidere una partita dai due volti allo Staples Center. Primo tempo tutto a tinte Bulls e secondo tempo che ha visto i Lakers lanciarsi sul +11 (82-71) a meno di 4’ dalla sirena finale. All’intervallo lungo Chicago chiude con il 59% dal campo e dà l’impressione di averela gara in pugno. Ci voluti una maggiore applicazione in difesa dei Lakers e una rinnovata intensità a rimbalzo uniti a un Kobe Bryant che regala ai tifosi di casa una serie di canestri impossibili per i più, soprattutto considerate le sue non perfette condizioni fisiche, per dare ai gialloviola, alla prima uscita agli ordini di coach Brown, la spinta necessaria per rilanciarsi e avere la quasi certezza di una vittoria smarrita negli ultimi 3’. L’errore dei Lakers è stato forse proprio quello di rilassarsi e pensare di non finire l’avversario alla corda dando così a Chicago la possibilità di tornare sotto. Nel momento di maggior bisogno i Bulls riscoprono i loro uomini di punta: si affidano ad un grande Luol Deng che da trascinatore della rimonta è stato decisivo con il recupero che ha portato al canestro di Rose (a poco meno di 5″ dalla fine) e con la stoppata sull’ultimo, disperato, tentativo di Kobe. Rose chiude con 22 punti e 4 triple mentre Deng arriva a quota 21 con 7 rimbalzi e 4 recuperi. Poche note positive per i Lakers troppo dipendenti dal solito Kobe (in 35′ di utilizzo: 28 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e anche 8 palle perse sintomo delle difficili condizioni in cui giocava), l’unico uomo in grado di fare la differenza, pur ritrovando un discreto Gasol (14 punti e 8 rimbalzi in 38′) che non è però riuscito a sopperire alla pesante assenza di Bynum. Non male i nuovi volti con il trio Ebanks-McRoberts-Murphy che combina per 21 punti e 17 rimbalzi. Ma contro questi Bulls non basta.

MAGIC 89, THUNDER 97
Sarà un anno difficile per i Magic se la mina innescata Howard (15 rimbalzi per lui) non verrà risolta al più presto. Esordio vincente quindi per gli Oklahoma City Thunder che s’impongono abbastanza nettamente sugli Orlando Magic che iniziano il match infilando 8 dei primi 9 canestri per poi inchinarsi all’aggressività difesiva della squadra di Brooks che li limita ad un modestissimo 30% dal campo. Uomo partita è Kevin Durant che buca la difesa di Turkoglu con la stessa facilità con cui un coltello caldo penetra nel burro: Durant sale in cattedra nel secondo quarto e scava il canyon decisivo tra le squadre con un paio di giocate che infiammamo l’arena e che lasciano esterrefatto lo stesso Hedo. Alla fine saranno 30 punti, 6 assist e 11/19 dal campo per Durant, assistito da una buona prova di Harden (19 pts, 11/12 dalla lunetta) e dalla regia, seppur a corrente alternata, di Westbrook che mette a referto 14 punti ma che colleziona più palle perse (7) che assist (6). Per i Magic bene Anderson che ne mette a referto 25 punti con 10 rimbalzi e 6 triple mentre Howard non va oltre gli 11 punti in una gara dove Kendrick Perkins ha saputo far valere tutta la sua esperienza. Malissimo Richardson (1/10 al tiro) mentre Nelson mette a referto 18 punti e 6 assist.

CLIPPERS 105, WARRIORS 86
A fine serata i Clippers si ritrovano già ad essere la prima squadra di Los Angeles, solo in parte favoriti dal calendario (i Warriors non valgono certo i Bulls). Partenza lanciata dunque per CP3 & soci in grado di mostrare giocate spettacolari nella gara che sbanca la Oracle Arena di Oakland grazie ad un ottimo secondo tempo chiuso con un parziale di 64-43. Decisivi i canestri di Butler, Griffin e Billups ad inizio 3° quarto, tutti sotto la supervisione tecnica di Chris Paul che chiude la sua prima in maglia Clippers con uno score di 20 punti, 9 assist e 7/12 al tiro. Volano oltre i 20 punti anche Blake Griffin (22 pts, 7 rebs, 9/18) ed un Billups in versione Dr. Jekyll e Mr. Hyde che sbaglia tanto ma mette a referto 22 punti con 4 assist e 3 triple di contorno. In difesa, il palcoscenico è tutto di DeAndre Jordan che piazza 8 stoppate in 30’. Per i Warriors, c’è la doppia doppia di Lee (21 pts, 12 rebs) con la coppia Ellis-Curry che stecca la prima stagionale chiudendo con un bottino magrissimo. 15 punti e -22 di plus/minus per il primo mentre Curry non va oltre i 4 punti, 4 assist e 5 TO.

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