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Ancora Miami. Oklahoma tiene. Celtics e Knicks ko. Denver è tanta roba.

Amare Stoudemire stoppato da Udoh e Wright

Tanta NBA nella notte e tante vittorie esterne. La prima notizia è che, per la prima volta quest’anno non giocano i Lakers che dopo 3 impegni in 48 ore possono avvalersi di un turno di riposo. San Antonio batte a valanga i Clippers che escono pesantemente ridimensionati. Male anche i Raptors che in casa perdono contro Indiana. Soffre ma vince in rimonta anche Miami (alla terza W su altrettante partite) contro i Bobcats. Atlanta regola Washington dove i soliti Wall e Young non bastano. A Detroit scampagnata di Cleveland che si disfa dei padroni di casa senza troppe difficoltà. Oklahoma vince ancora, stavolta sul parquet dei Grizzlies. Terza sconfitta in altrettante gare per i Celtics (per l’ennesima volta senza Pierce) stavolta costretti a pagare dazio agli Hornets (privi di Gordon). Philadelphia batte Phoenix in California. Ancora bene Denver che batte Utah. Male i Knicks che perdono contro Golden State.

CAVALIERS 105, PISTONS 89
Arriva la prima gioia per i nuovi Cavs grazie ad una convincente affermazione che permette loro un rapido riscatto dopo il ko interno subito contro i Raptors. Battuti i Pistons a domicilio grazie alle giocate di Samuels ( 17 pts, 6/8 al tiro) unite alla buona perfomance di Kyrie Irving che in 19’ mette a referto 14 punti e 7 assist. Seppur con le 22 palle perse sul groppone, i Cavs dominano a rimbalzo e sono efficaci al tiro da 3 (57%) mentre i Pistons s’affidano agli assoli di Gordon (25 pts, 4 triple) e dell’ottimo Knight che mette a referto 23 punti con 10/13 dal campo conditi da 6 assist.

CELTICS 78, HORNETS 97
Vittoria di prestigio per i New Orleans Hornets che seppur privi di Eric Gordon battono con autorità i Boston Celtics giunti alla terza sconfitta consecutiva senza Paul Pierce. Gara che darà a Doc Rivers molti spunti di riflessione dato che Boston, al contrario dei primi due ko (venuti con avversari di altro calibro), tira male dal campo (37%) e non da mai l’impressione di poter impensierire i ragazzi di Monty Williams che iniziano nel migliore dei modi il post CP3. Bene Belinelli che resta in campo 34’ rispondendo con una prova da 13 punti, 6 rimbalzi, 3/4 da 3 e solo 6 tiri a referto. Ispirati Jack (21 pts, 9 asts) e Landry (20 pts, 11 rebs) con Okafor che piazza 5 stoppate. Per i Celtics l’unico di nota è Allen (15 pts, 4 triple) per un inizio che è un incubo.

CLIPPERS 90, SPURS 115
Prima pesante sconfitta per i nuovi Clippers di Chris Paul che vengono surclassati all’At&t Center di San Antonio dove gli Spurs appaiono in grande spolvero. La squadra di coach Popovich costruisce la vittoria nel 3° quarto dove sono praticamente perfetti difensivamente e offensivamente parlando (38 punti messi a referto).  In gran forma Manu Ginobili, brillante autore di 24 punti e 6 assist in 27’. Benissimo Blair (20 punti) e Jefferson (19 punti, 8/9) con Parker che ha il merito di chiudere la gara con i suoi canestri. Nei Clippers, brilla il solo Griffin (28 pts, 9 rebs) con Paul troppo assente dal cuore della gara. 10 punti e 9 assist per l’ex Hornets.

HEAT 96, BOBCATS 95
Prima vittoria veramente sofferta per gli Heat: è un canestro appoggiato al tabellone di Dwayne Wade che consente a Miami di sbancare Charlotte e di portare a casa la terza vittoria stagionale in altrettanti impegni (unica squadra ad est). Eppure il primo tempo è stato tutto a targa Bobcats, con la premiata ditta James-Bosh che costruisce la rimonta nel 3° quarto dove gli Heat hanno il merito di limitare gli avversari a soli 10 punti in 12’. Nel finale, una mostruosa reverse di Lebron sembra chiudere la gara ma Henderson non ci sta e rimette davanti i Bobcats a soli 12” dalla fine prima della perla vincente di Wade. Per James, 35 punti e 13/23 dal campo mentre Bosh è decisivo con i suoi 25 punti. A Charlotte non bastano i punti di Henderson e Augustin ed un Diaw che sfiora ancora la tripla doppia (16 pts, 16 rebs, 8 asts)

JAZZ 100, NUGGETS 117
Tutto facile per i Denver Nuggets che bissano il successo di Dallas e infliggono ai Jazz un altro pesante passivo. L’ inizio  dei ragazzi di coach Karl è stentato ma poi prendono fiducia e danno sfogo alla propria varietà di soluzioni in attacco (impressionante, ndr) costruendo un 2° quarto da 35 punti segnati che li proietta in vantaggio di 15/20 punti. Il grande protagonista della serata è Nene che regala ai propri tifosi una prova da 25 punti, 7 rimbalzi e 10/13 dal campo. Bene anche il “Gallo” con i suoi11 punti e 5 rimbalzi mentre Fernandez mette a referto 11 punti e 8 assist nei 30’ d’utilizzo. Per i Jazz, 2° ko pesante in 24 ore con un Jefferson da 19 punti che non basta a salvare la baracca se poi il conto delle palle perse di squadra raggiunge quota 22.

KNICKS 78, WARRIORS 92
Arriva il primo stop anche per New York. La tripla del pareggio di Rush sul finire del 3° quarto è il preludio dello tsunami Warriors che nel 4° quarto travolge i Knicks e regala a Mark Jackson il secondo successo consecutivo. New York rimane tramortita dal parziale di 25-6 firmato in prevalenza da Monta Ellis che incide con 12 dei suoi 22 punti totali. Non c’è Curry e Jackson s’affida a Ish Smith che risponde con una prova da 11 punti e 4 assist mentre New York spreca un vantaggio di 8 punti e cade nonostante un buon primo tempo difensivo. Malissimo Anthony che sbaglia 10 dei 13 tiri presi mentre Stoudemire chiude in doppia doppia (16 pts, 10 rebs).

PACERS 90, RAPTORS 85
Indiana, giocando a sprazzi, passa all’Air Canada Centre di Toronto e conquista la seconda vittoria consecutiva. La squadra di Vogel conduce per larghi tratti della gara e deve “rivincere” la partita nel finale con due triple di Granger ed il canestro decisivo di West che vanificano il grande 4° quarto di DeRozan coadiuvato da un buon Bargnani. Tutti i componenti del quintetto dei Pacers raggiungono la doppia cifra con Granger top scorer a quota 21. Si fa notare George (18 pts, 4 triple) devastante nel primo tempo. Per i Raptors, 43 punti del duo DeRozan-Bargnani con il Mago che mette a referto anche 5 assist.

SIXERS 103, SUNS 83
No contest allo US Airways Center di Phoenix dove i Philadelphia 76ers dominano in lungo ed il largo un match iniziato in equilibro ma successivamente sfociato in una resa dei Suns che hanno subito un parziale di 17-0 in apertura del terzo quarto. Sono 6 i giocatori di Phila in doppia cifra tra cui Evan Turner che deposita 12 punti nel canestro avversario. Bene Holiday e Young, autori di 15 punti a testa mentre Iguodala chiude la sua buonissima gara con 3/3 dall’arco, 6 assist e 4 recuperi oltre ai 15 punti. Phoenix davvero deludente con Nash che non va oltre i 4 punti con 2/11 dal campo. Solo un assist a fronte di 6 perse per il canadese. Numeri inquietanti che se non cambieranno velocemente fanno presagire uno smantellamento anticipato per la squadra.

THUNDER 98, GRIZZLIES 95
Luci e ombre sulla gara dei Thunder: numeri alla mano, possiamo dire che, ad oggi, Oklahoma City è l’unica squadra di tutta la lega a tenere il passo di Miami (anche se ci sono altre 6 squadre sul 2/0 che possono raggiungerli) ma i Thunder vincono soffrendo al FedEx Forum. La squadra di Brooks domina la prima porzione di gara ma viene raggiunta dai padroni di casa che sfruttano le giocate del duo Gay-Pargo. All’inizio del 4° quarto, tre triple mortifere di Cook, Durant e Harden riportano a +12 a Thunder che non riescono nuovamente a gestire il vantaggio permettendo a Memphis di riportarsi sotto. Non bastano le giocate di Randolph e a decidere la gara è un grande canestro di Durant a 35” dalla fine. Terza gara di fila da trenta punti per KD che si ferma a quota 32 con 8 rimbalzi e 10/17 dal campo. Bene Harden (20 pts), malissimo (o peggio) Westbrook autore di un imbarazzante 0/13 al tiro. Ai Grizzlies, non bastano i 24 di Randolph.

WIZARDS 83, HAWKS 101
Altra facile vittoria per gli Atlanta Hawks che bissa il largo successo contro i Nets battendo i non irresistibili Washington Wizards. Partenza a razzo per Atlanta che segna 11 punti in un amen e va sul +14 dopo pochi minuti. Gli ospiti reagiscono grazie ad un ispirato Young ma è all’inizio del 3° quarto che il quintetto di Atlanta si dimostra letale piazzando il parziale decisivo con le triple di Johnson e Williams. Alla fine sono ben 6 gli Hawks in doppia cifra con Smith e Horford che chiudono anche in doppia doppia, entrambi con 10 rimbalzi. Per i Wizards, seconda sconfitta in fila nonostante i 41 punti del duo Wall-Young.

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