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Ecco perchè non mi piace Lebron

>”Michael Jordan è il migliore giocatore del nostro sport…con lui tutti guadagnano in popolarità…” David Robinson Parto da questa frase per un ragionamento in cui vi voglio coinvolgere.
Non solo un Hall of famer ha detto questa frase ad un suo collega, contemporaneo a lui per di più, ma lo ha etichettato come il giocatore più rappresentativo di sempre non limitando questo al suolo americano ma dandogli un riconoscimento a livello planetario.

Nello sport i riconoscimenti e i trofei vengono consegnati e celebrati, nella quasi totalità, dopo aver finito la carriera agonistica perchè si capisce e si comprende a fondo il valore di quel personaggio, nel proprio sport, solo dopo aver confrontato le varie carriere senza poter aspettarsi qualche altra sorpresa agonistica. A pochissimi è concesso fregiarsi non solo di riconoscimenti ufficiali, quando si è ancora giocatori professionisti, ma anche di riconoscimenti da parte dei propri colleghi quando si è ancora in attività. Nella storia dello sport sono rari i casi che stiamo trattando. Nel calcio ricordiamo Pelè e Maradona, nel tennis Leaver e Borg, nella pallavolo forse mai nessuno, nel nuoto Spitz, nello sci Stenmark e Tomba etc….

Insomma stiamo parlando non solo di campioni, ma di veri e propri simboli mondiali per lo sport che fanno pubblicità solo a nominarli. E qui le multinazionali hanno concentrato tutti i loro interessi, soprattutto a partire dagli anni 80 dove il mercato mondiale si è cominciato ad aprire ad una globalizzazione selvaggia che non ha posto limiti allo sfruttamento di un marchio. I nomi che ho citato prima sono tutti campioni del passato dove ancora non era presente un’esposizione mediatica così elevata come lo è oggi. Immaginiamo un Pelè oggi nell’era di Twitter!!

Nel basket Nba proprio quegli anni hanno significato un cambio enorme per quanto riguarda il riconoscimento mediatico ed economico dei giocatori di basket. Bill Russell non ha potuto beneficiare di tutto questo, Chamberlain nemmeno e tutti gli altri campioni, che non sto qui ad elencare, hanno visto ben poco di quello che invece c’e’ oggi.
La rivalità Bird-Magic alla fine anni 70 (nell’Ncaa) e decade anni 80 ha lanciato il marchio Nba in tutto il mondo, è stato cavalcato non solo il loro talento, ma anche la politica si è inserita confrontando l’afro americano Magic con il caucasico Bird. Insomma tutte le televisioni e i marchi che parlano di basket hanno iniziato a proliferare con loro 2 fino ad esplodere sul mercato con il personaggio più ingombrante e duraturo, a livello pubblicitario, della storia dello sport, cioè il grandissimo Michael Jordan.

La sua faccia, il suo salto a canestro, sono diventati i marchi più esposti al mondo dopo il volto del “Che” Guevara e quello più religioso di Gesù. Un’adorazione che ha investito non solo noi tifosi ma anche, appunto, i colleghi di Jordan che grazie a lui sono stati guardati, pagati e considerati per quello che realmente erano e non solo come semi-professionisti quali erano considerati prima di questa rivoluzione. Jordan firmò contratti non solo sulle marche da esibire, ma anche contratti comportamentali che lo obbligavano a comportarsi in una certa maniera. Capisco che adesso questo è all’ordine del giorno, ma all’epoca era pionieristico. Un modello non solo cestistico, ma umano, di abnegazione, un vero esempio. Ecco cosa è passato di Jordan. E questo anche quando era in attività, quando lo si vedeva veleggiare al centro dell’area ed inventare cose incredibili, al limite del pensabile. Si è studiato il suo salto perchè sembrava che volasse, leggiadro, esprimeva classe con ogni suo movimento, e il suo spirito di allenamento è stato un vero e proprio clinic per tutti i giocatori di basket, dal playground ai campi più prestigiosi del mondo.

Oggi i giocatori vengono notati prima dai pubblicitari e poi dagli scout Nba e, soprattutto, oggi si cerca obbligatoriamente un personaggio a cui affibiargli il titoli di “predestinato” e strapagarlo per pompare un mercato pubblicitario praticamente infinito. Finito uno se ne cerca ossessivamente un altro. Nel basket sicuramente mi riferisco a Lebron James, troppo presto immesso nella Hall of Fame, e che non rappresenta un modello così mediaticamente esportabile ma che DEVE essere presentato su ogni mercato e imposto come il migliore. Nell’atletica si sta spremendo fino all’osso quel fenomeno di Bolt (bè almeno lui qualcosina ha dimostrato!), nel golf c’e’ stato Tiger Woods (mediaticamente poco presentabile, ora) Messi nel calcio (costantemente paragonato a Maradona) Nadal nel tennis (maiorchino onnipresente) etc… insomma adesso il mondo pubblicitario è costretto a creare un campione, proporlo ed imporlo al pubblico già prima di dimostrare qualcosa.

Ma quello che potrebbe far capire meglio il limite di questo meccanismo sono proprio le frasi dei colleghi di questi campioni, e ritorniamo coì alla frase di inizio articolo. Chi fa veramente bene allo sport che rappresenta? Qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, che potremmo anche affrontare, ma possiamo dire che questa ricerca ossessiva non fa del bene allo sport e nemmeno al personaggio che piega il suo talento alla pubblicità. Ecco per me chi è Lebron James, un talento grandissimo piegato al volere televisivo e mediatico e che scorda, molto spesso, che lo sport non è un reality dove siamo sempre con la telecamera puntata e recitiamo il ruolo da altri scelto, ma è agonismo, rispetto e fatica, cioè quello che ci ha insegnato sua maestà Michael Jordan.

14 risposte a Ecco perchè non mi piace Lebron

  • Anonimo scrive:

    3 anelli dopo…

  • Fra X scrive:

    Certo, quella pagliacciata dell’ annuncio televisivo se lo poteva risparmiare.

  • Fra X scrive:

    Bah, capirò poco e non è che segua più le gare come prima, ma ogni volta dire che James sparisce nei momenti decisivi sembra stia diventando un luogo comune.
    A livello d’ immagine non gli ha giovato il passaggio a Miami quando poteva andare a fare la storia a Chicago o New York. Cleveland ricordiamo che è arrivata in finale grazie a lui. E non capisco ancora come. Pistons che avete combinato!?! Quando la rifarà, se mai la rifarà, un’ altra? Il fatto è che poi s’ è fatta fregare dai Magic che poi hanno “regalato” molto ai Lakers e dai Celtic, a mio parere, al tramonto. Mah! Si dice che Jordan ha vinto il pimo titolo a 28 anni, ma partendo sempre dai Bulls. Se James lo avesse vinto a 30 con i Cavs era più o meno lo stesso. Un pò com’ è successo a Nowitzki.

  • Paolo scrive:

    Credo che lbj sia un grande atleta, che fa guadagnare tanti soldi agli sponsor, fa vendere biglietti, ma non e’ un grande giocatore. Inutile dire che anche jordan ha vinto il primo titolo a 28 anni. Jordan era un trascinatore, dotato tecnicamente e non solo fisicamente, che nei momenti clou tirava fuori il talento e la ferocia propri di un grandissimo. I bulls hanno costruito una squadra attorno a jordan mentre lbj si e’ andato a cercare una squadra per provare a vincere. Queste finals, così come i playoffs dello scorso anno, hanno dimostrato che quando la squadra ha più bisogno di lui, lebron sparisce. E’ vero, cleveland lo scorso anno era scarsa di talento e di grandi giocatori, ma dov’era lbj quando hanno perso con Boston. Anche quest’anno, dov’era lebron quando Miami aveva bisogno di lui? Probabilmente un anello prima o poi lo vincerà pero credo non potrà mai essere un giocatore decisivo, come ci si aspetterebbe da uno che ha i suoi mezzi. Il fatto che sia considerato uno dei più grandi (da alcuni addirittura il più grande) e’ il segnale di come la NBA sia cambiata e di come il marketing guidi nelle scelte e nel,e valutazioni dei giocatori.

  • BLAKE GRIFFIN FOREVER scrive:

    ma campione cosa!!!!????? non vincerebbe un titolo neanche se gli metti in squadra jordan, bird, erving, chamberlain e magic!!!!!

  • jack scrive:

    Articolo eccellente e veritiero! Michael Jordan ha cambiato l’nba, l’ha resa conosciuta anche in europa e l’ha portata in America ad essere seguita come football americano e baseball! Lebron james è un grande giocatore, fisicamente molto dotato e con una discreta tecnica ma non ha quella voglia, quella fame di vittorie come i vincenti (kobe, jordan)…
    Io considero Jordan migliore sportivo in assoluto, non si può paragonare quello che ha fatto con le imprese di grandi campioni degli altri sport! (lo stesso Maradona ha vinto poco, una carriera travagliata dalla droga)…Ricordiamoci che MJ ha vinto, si è ritirato per la morte del padre, è tornato e ha ri-vinto! Lui era il gioco!Quindi concludendo, basta paragonare the legend con lbj…non c’è paragone!

  • P. Pierce scrive:

    Ma basta con questi paragoni inutili e fuorvianti! D’accordo Jordan è ormai leggenda e lo sarà per sempre, Lebron è un fenomeno atletico che può migliorare ancora molto e diventare un’altra star assoluta del mondo NBA…Ho la sensazione che vi sia una paura nella maggior parte dei nostalgici del basket per cui il nuovo sia sempre peggio del passato. Il fatto invece è che il basket cambia, cambieranno gli eroi e la loro esposizione mediatica come in tutti gli sport. Agostini è leggenda delle moto e vedrete che Valentino diventerà leggenda uguale se non di più anche se ha vinto di meno. Comunque ascoltate Pierce, io si che sono leggenda…

  • Stiv#11SpartansBoretto scrive:

    Come diceva Oscar Wilde: “Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

    LeBron sei il migliore. (questo non lo diceva Oscar, lo dico io)

  • Juan scrive:

    Hai messo in luce aspetti veritieri a mio avviso, ma quegli sportivi che hai citato stanno davvero tracciando nuovi record (messi nadal.. etc) Jordan idem lo ha fatto nel suo tempo e non solo ha espresso qualcosa di indicibile attraverso il suo gioco ,Lebron ha talento ma la forzatura nel propagandare la sua immagine è tanta ed è se vogliamo il frutto di un commercio che fattura dannatamente tanto .Quindi se la Nike telefona Barkley perchè non parli male del suo uomo immagine un motivo ci sarà,credo che Alex non abbia afferrato il senso dell’articolo

  • Anonimo scrive:

    nel bene o nel male non si fa altro che parlare di LBJ, se non fosse stato uno dei più grandi di sempre non avrebbe tutta quella pubblicità che dici.. io voglio solo ricordare che sua maestà MJ ha vinto il primo anello all’età di 28 anni.. LeBron ha le potenzialità per essere il migliore di sempre, sono d’accordo solo con chi dice che deve migliorare mentalmente nei momenti decisivi, le altre critiche sono solo d’invidia..

  • Alex88 scrive:

    secondo me è il più forte, magari un giorno approda ai celtics, insieme a rondo, farebbe una coppia mooolto interessante.

  • Danilo Scaffaro scrive:

    non ho detto che è una sega, sia chiaro. Lo ritengo esageratamente osannato, a volte anche a prescindere!

  • Alex88 scrive:

    Non sono daccordo con questo articolo, james è veramente forte non perchè “lo si vuole per forza” pubblicizzare, anche messi, nadal, tiger woods e bolt, questi sono i campioni dello sport e tra questi c’pè anche james altrimenti non si farebbe cosi tanta pompa su giocatori, non è che nel calcio invece di messi si pompa cribari(difensore del napoli panchinaro) ma chi dimostra sul campo, anche se non vince i titoli, come totti, non ha vinto nulla a livello europeo con la sua squadra ma è pur sempre un campione.

    ps. tifo celtics e lazio.

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