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Al-Horford

I Celtics espugnano Chicago e riaprono la serie: «Il messaggio di Garnett ci ha caricato»

L’assenza di Rondo, la forza del gruppo dei Celtics, le 17 triple, il videomessaggio di Kevin Garnett e soprattutto le tante palle perse dei Bulls e […]

Cleveland Cavaliers v Atlanta Hawks - Game One

LeBron trascina i Cavs sul 3-0 dal -25 e supera Kobe in punti nei playoff

41 punti, 13 rimbalzi e 12 assist, 17esima tripla doppia nei playoff, 73 punti tra quelli segnati e quelli prodotti, sempre in campo nel secondo […]

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Westbrook ne mette 51 ma Houston va 2 a 0: «Non mi frega un c***o dei numeri»

Ha provato a fare tutto da solo Russell Westbrook, ma alla fine la tripla doppia con più punti della storia dei playoff NBA non ha […]

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I Bulls si portano sul 2 a 0 e mandano in crisi i Celtics

Era dalla stagione 1993 che una squadra qualificata ottava non si portava sul 2 a 0 contro la prima. I Chicago Bulls riescono nell’impresa riuscita prima […]

Accadde oggi: 22 aprile 1986, i Celtics eliminano Jordan e volano verso il titolo

nbaitalianews jordan bird 1986Il 1986 è un anno importante in casa Celtics. Arriva il 16° titolo, l’ultimo di un decennio – gli anni ‘80 appunto -, ricchi di soddisfazioni. L’ultimo di una grande squadra, quella dei Larry Bird, dei Kevin McHale, dei Robert Parish, dei Dennis Johnson e dei Danny Ainge. Prima di arrivare a giocarsi l’anello nelle Finals contro gli Houston Rockets, Boston deve togliersi di dosso l’astro nascente Michael Jordan. I Bulls sono estromessi in 3 partite, l’ultima il 22 aprile a Chicago: 122-104.

Un +18 senza replica, così come lo era stato il +17 di Gara 1. Una prova di forza a cui i Celtics sono obbligati per evitare lo spavento provato in Gara 2. Sì, perché appena 2 giorni prima al Garden, Bird e soci hanno passato una serata da incubo, costretti ad ammirare Jordan regalare magie. Ben 63 i punti di Air Mike, sufficienti solo a portare la partita all’overtime e a regalare tanto rispetto ai suoi Bulls.

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CP3 trascina i Clippers, Steven Adams salva OKC

chris-paul-clippersLa sconfitta in Gara 1 aveva messo subito in crisi i Los Angeles Clippers, che si vedevano costretti a vincere Gara 2 e almeno una delle 2 a Utah per evitare di compromettere da subito la qualificazione. Nella notte Chris Paul si è preso sulle spalle la squadra e l’ha trascinata alla vittoria 111 a 106, portando i Clippers sul 2 a 1.

34 punti realizzati da CP3, record in stagione, decisivo nel parziale di 15 a 0 che a metà del quarto quarto ha ribaltato la partita, a lungo nelle mani dei Jazz.

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I Celtics espugnano Chicago e riaprono la serie: «Il messaggio di Garnett ci ha caricato»

Al-HorfordL’assenza di Rondo, la forza del gruppo dei Celtics, le 17 triple, il videomessaggio di Kevin Garnett e soprattutto le tante palle perse dei Bulls e la scarsa percentuale al tiro. Questi i fattori che hanno permesso ai ragazzi di coach Brad Stevens di vincere 104 a 87 a Chicago e portarsi sull’1 a 2 nella serie, con la possibilità di impattare domenica in Gara 4.

«Personalmente per me è significato molto», ha detto Jae Crowder, «sono state solo poche parole di Garnett, ma ci ha motivato in un modo pazzesco. Sembravamo una squadra triste e senza carica, avevamo bisogno di una spinta».

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Accadde oggi: 21 aprile 1951, i Rochester Royals vincono il derby coi Knicks che vale l’anello

nbaitalianews royals 1951Nella storia degli attuali Sacramento Kings, c’è un solo trionfo. Datato 1951, quando l’NBA era appena al suo secondo anno dopo gli inizi come BAA. E la franchigia era agli albori, di stanza a Rochester (New York) e si chiamava Royals. Il 21 aprile è la data entrata negli annali, quella della conquista dell’anello nel derby tutto newyorkese contro i Knicks, risolto a Gara 7: 79-75.

Un trionfo arrivato passo dopo passo, con un’escalation. Iniziata con la regular season, chiusa con il secondo posto a Ovest grazie a un bilancio di 41 vinte e 27 perse, secondo meglio di tutta l’NBA. Proseguita nei playoff con i successi sui Fort Wayne Pistons e sui campioni uscenti dei Minnesota Lakers. E coronata nelle Finals.

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Jeff Withey dei Jazz accusato di violenza domestica

jeff-withey-kennedy-summersPende una brutta tegola sui Jazz e soprattutto sulla loro riserva Jeff Withey, accusato nelle ultime ore di violenza domestica dalla sua ex fidanzata. Una storia dagli aspetti torbidi perché è evidente che se le accuse dovessero essere confermate la sua reputazione non ne uscirebbe benissimo, ma è pur vero che la prima linea di difesa del cestista è andata a parare proprio sulla tempistica del tutto, scoppiata guarda caso nel pieno dei playoff.

Da quanto emerge secondo i media nord americani la donna in questione sarebbe la playmate ed ex “coniglietta” di Playboy Kennedy Summers, fidanzata con Withey sino allo scorso ottobre, e che lo accuserebbe di mal trattamenti non meglio specificati. Per il momento infatti non ci sono ancora alcune accuse a carico di Jeff, ma è chiaro che se tutto dovesse essere confermato sarebbe solo questione di tempo.

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I Bucks umiliano i Raptors, i Grizzlies riaprono la serie con gli Spurs

Antetokounmpo_bucksIl Bradley Center di Milwaukee è una vera e propria bolgia in stile Eurolega per Gara 3 della serie tra Bucks e Raptors e la squadra di casa mette in campo tutta l’energia trasmessa dai tifosi per schiantare gli ospiti, conquistando il 2-1 col punteggio di 104 a 77.

«È stato incredibile fin dal primo possesso», ha detto la stella dei Bucks Giannis Antetokounmpo, «è stato divertente giocare con una carica del genere dei nostri tifosi e spero che riusciranno a ripetersi anche per Gara 4». 19 punti, 8 rimbalzi e 2 stoppate per The Greek Freak.

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LeBron trascina i Cavs sul 3-0 dal -25 e supera Kobe in punti nei playoff

Cleveland Cavaliers v Atlanta Hawks - Game One41 punti, 13 rimbalzi e 12 assist, 17esima tripla doppia nei playoff, 73 punti tra quelli segnati e quelli prodotti, sempre in campo nel secondo tempo e la rimonta dallo svantaggio più ampio nella storia dei playoff (-25 all’intervallo). Questi i numeri di LeBron James, che in Gara 3 contro gli Indiana Pacers si prende sulle spalle i Cavaliers e ipoteca la qualificazione al secondo turno di playoff.

«Riesce ancora a sorprendermi», ha detto Irving del suo leader, «ogni volta che fa qualcosa di mostruoso viene sempre paragonato a qualcuno. Ma questa notte è stato incredibile. Dal -25 all’intervallo a un’altra storica vittoria dei Cavs. Fa delle cose incredibili. Una tripla doppia da 40 punti e la vittoria, pazzesco».

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Kobe ha deciso di fondare la sua lega, nasce la Mamba League

Kobe BryantDi Kobe Bryant sappiamo due cose, la prima è che non ama stare con le mani in mano, la seconda invece che il suo rapporto con la AAU (l’organizzazione più prestigiosa di tornei di pallacanestro a livello giovanile) non fosse proprio dei più rosei. Kobe infatti non si è mai risparmiato delle critiche nei confronti di un “carrozzone” che definisce inutile, incapace di insegnare i fondamentali ai giovani e volto soltanto ad un’eccessiva spettacolarizzazione del gioco a discapito di tutto il resto.

E proprio per questo, tenetevi forte, ha deciso di fondare una sua lega giovanile chiamata non a caso la “Mamba League”: 40 squadre giovanili, di età media tra gli 8 ed i 10 anni, che disputeranno un campionato di due mesi da febbraio ad aprile e che verranno scelti tra le aree più disagiate e degradate di Los Angeles.

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I giocatori dei Grizzlies si offrono di pagare la multa di coach Fizdale

gasol-conley-randolph-grizzliesLe squadre, quelle vere, come i gruppi si riconoscono nel momento del bisogno e se c’è una cosa vera in queste ore è che i Grizzlies stanno dimostrando di esserlo senza alcun ombra di dubbio. Con uno di quei gesti dal romanticismo incredibile Mike Conley, dopo aver acquistato e regalato 500 biglietti ai tifosi per l’incontro dentro o fuori di stanotte, si è offerto assieme ai compagni di squadra di pagare la multa ricevuta da coach Fizdale per aver criticato aspramente l’arbitraggio di gara due contro gli Spurs.

Come ricorderete proprio Fizzdale non era andato per il leggero ed anzi aveva ventilato l’ipotesi di un arbitraggio troppo “sdraiato” nei confronti degli avversari per la storia ed il “metus reverentialis” di Gregg Popovich.

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Accadde oggi: 20 aprile 1970, i Knicks eliminano Kareem e si avvicinano al titolo

nbaitalianews knicks 70Il 20 aprile 1970 è una tappa fondamentale per il primo storico titolo dei Knicks. New York riesce finalmente a fare la voce grossa e riconquista le Finals dopo quasi 20 anni. Milwaukee è spazzata via in 5 partite e il titolo a Est è messo in bacheca. Il suggello in Gara 5, al Madison Square Garden: Bucks battuti di 36 punti, 132-96.

Quando Knicks e Bucks si ritrovano di fronte per il quinto atto, si respira davvero aria di match ball. I newyorkesi hanno appena espugnato Milwaukee ribadendo la netta superiorità. Kareem Abdul-Jabbar ha disputato una strepitosa prima annata da professionista, suggellata con il titolo di Rookie dell’anno, ma da solo non può reggere l’urto. Anche in Gara 5 ne segna 27, ma il destino della sua squadra è già segnato all’intervallo, chiuso con 24 punti di differenza.

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Isaiah Thomas vola a Washington per i funerali della sorella: «La più difficile settimana della mia vita»

thomas sisterIl play dei Boston Celtics ha voluto essere in campo per la seconda partita della serie playoff con i Bulls, per poi raggiungere la famiglia a Tacoma, Washington, per il funerale di Chyna, la sorellina 22enne scomparsa in un tragico incidente stradale.

In una nota, pubblicata dai Celtics, ha comunicato il suo stato d’animo: «Non avrei mai immaginato che un giorno la mia sorellina potesse non essere più con me. Lei e la famiglia sono tutto per me e non posso descrivere come mi sento. Questa è senza dubbio la settimana più dura di tutta la mia vita. […] Voglio ringraziare la NBA e tutti quanti per l’affetto e per aver rispettato la mia privacy».

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Gli Warriors dominano i Blazers senza Durant, Wizards sul 2-0 con gli Hawks

curry vs blazersIn una partita in cui Stephen Curry non brilla e in cui sono assenti Kevin Durant e Shaun Livingston, ai Golden State Warriors basta il minimo sforzo per battere i Portland Trail Blazers 110 a 81 e portarsi sul 2 a 0 nella serie. Curry termina con 6 su 18 dal campo per 19 punti ed è JaVale McGee a brillare, con 15 punti in uscita dalla panchina.

Dopo una Gara 1 in cui Damian Lillard e C.J. McCollum avevano fatto vedere di poter comunque impensierire i vicecampioni, in Gara 2 non riescono ad andare oltre i 23 punti complessivi.

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