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Ultime ore di mercato senza colpi di scena, ecco gli affari che potevano concludersi e chi esce vincitore

Una deadline in linea con la gara delle schiacciate di quest’anno. Questa la sintesi estrema della serata (pomeriggio in USA) di ieri, con le squadre […]

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50 punti nel solo terzo quarto e gli Warriors battono ancora i Clippers, LeBron trascina i Cavs al Madison

Si torna in campo dopo la sosta dell’All-Star Game e i Golden State Warriors ribaltano una partita complicata, battendo i Los Angeles Clippers, per la […]

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Trade concluse: Ilyasova agli Hawks per Splitter, Bogdanovic agli Wizards

Mentre ci si avvicina alla deadline e si attente qualche sorpresa vengono ufficializzate due trade. Gli Atlanta Hawks concludono la ricerca di un lungo “di […]

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DeMarcus Cousins passa ai New Orleans Pelicans

Una notizia sorprendente quella riportata da Adrian Wojnarowski del The Vertical. I New Orleans Pelicans hanno acquistato DeMarcus Cousins in cambio di Buddy Hield, Tyreke […]

Accadde Oggi: 25 febbraio 1977, Pistol Pete Maravich ne segna 68 ai Knicks

nbaitalianews maravichDelle sue 11 stagioni in NBA, quella indimenticabile per Pistol Pete Maravich è sicuramente la 1976/77. In forza ai Jazz, allora ancora di stanza a New Orleans, vince la classifica marcatori grazie a una serie di prestazioni da urlo. Con una media di 31 punti a gara, in 13 occasioni segna più di 40 punti, in 4 supera quota 50. Il record assoluto lo stabilisce il 25 febbraio, esattamente 40 anni fa.

La sfida casalinga con i New York Knicks di Bob McAdoo e Phil Jackson non attira particolari attenzioni. Le due rivali hanno un bilancio negativo e quasi nessuna chance di playoff. Eppure riesce a diventare un match storico, proprio grazie a Maravich che segna 68 punti e trascina i Jazz a un netto successo per 124 a 107: +17, esattamente quelli presi nel decisivo secondo quarto chiuso 34-17.

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La prima scelta Ben Simmons ufficialmente out per il resto della stagione

ben simmons 76ersI Philadelphia 76ers hanno comunicato ufficialmente che non hanno intenzione di rischiare un esordio di Ben Simmons nella stagione in corso e lo terranno fuori fino almeno alla prossima preseason. Secondo quanto riporta il Philadelphia Daily News, il General Manager dei Sixers Bryan Colangelo ha comunicato che una risonanza magnetica ha rilevato che la frattura al piede destro ancora non si è saldata.

Già con Nerlens Noel e Joel Embiid era capitato che saltassero la prima intera stagione e in più l’entusiasmo che si è creato a Philadelphia dà anche ossigeno alla dirigenza, che può programmare la prossima annata in tutta calma.

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Accadde oggi: 24 febbraio 1978, Kevin Porter “passa” alla storia

nbaitalianews porterIl 24 febbraio 1978 non è certo un giorno destinato a entrare nella leggenda dell’NBA. Almeno non per la gara in programma in New Jersey. Di fronte Nets e Houston Rockets, due squadre che non ambiscono a finire ai playoff. A cambiare il destino ci pensa il numero 1 dei padroni di casa. Si chiama Kevin Porter, il suo ruolo è il playmaker e quella sera stabilisce il nuovo primato degli assist: 29.

Ebbene sì. Porter riscrive la storia, cancellando due mostri sacri come Bob Cousy e Guy Rodgers che si erano fermati a 28, rispettivamente nel 1959 e nel 1963. Facendo meglio di futuri fenomeni come Jock Stockton (in assoluto il miglior uomo assist di sempre) e Magic Johnson. Un primato che resisterà fino al 30 dicembre 1990, quando a superarlo sarà Scott Skiles degli Orlando Magic che ne metterà 30 contro i Nuggets.

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Altra guerra su Twitter: Pierce vs Draymond Green

Paul PierceE per fortuna che la NBA, in un comunicato ufficiale, aveva intimato a tesserati e società che non sarebbero più state tollerate faide o post troppo “animati” sui social network. Nello stesso giorno degli insulti tra McGee e Shaq si scatena un altro botta e risposta piccante, tra Draymond Green e Paul Pierce.

Tutto è iniziato durante la sfida tra Warriors e Clippers, nella quale Green ha provocato l’ex capitano dei Celtics, facendogli notare i fischi del pubblico dicendo: «Perché ti aspettavi qualcosa di diverso? Chi ti credi di essere, non sei Kobe». Pierce è alla sua ultima stagione in NBA e sicuramente non è amato come Kobe, almeno fuori da Boston; è rispettato per la gran carriera, ma sicuramente non amato.

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Nomine di metà stagione di Shaqtin’ A Fool e insulti tra Shaq e McGee su Twitter

shaq ambassadorNella settimana degli Oscar del cinema arrivano le più importanti nomine di metà stagione NBA di Shaqtin’ A Fool, la rassegna curata da Shaquille O’Neal su TNT degli momenti più divertenti della stagione.

Le categorie premiate sono “Best Actor”, per i più bravi simulatori, “Worst Moment” (peggior momento) “Worst Uncalled Travels”, per quelli che amano camminare, “Worst Shot and Pass” e l’immancabile premio alla carriera, denominato “Lifetime Achievement Award”. Non sono mancate le risate e protagonisti eccellenti. Qualcuno l’ha presa bene, come Dwight Howard, e altri no, come JaVale McGee che non ha risparmiato insulti su Twitter per Shaq, che non perde occasione per deriderlo pubblicamente.

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30 punti dai Rockets per Cousins all’esordio coi Pelicans, mentre i Kings battono i Nuggets

cousins nolaNon sarà da ricordare la prima partita di DeMarcus Cousins con la maglia dei New Orleans Pelicans, visto che arriva una sconfitta per 129 a 99 per mano degli Houston Rockets. 27 punti e 14 rimbalzi per Boogie e 29 per Anthony Davis, che torna coi piedi per terra dopo il momento magico dell’All-Star Game e il premio di MVP.

«Nessuno si aspettava di vincere il titolo dopo una sola partita», ha detto Cousins, «sappiamo di avere del potenziale, ma sappiamo anche che c’è molto lavoro da fare. Houston è una squadra forte, attrezzata per puntare in alto; hanno trovato una loro identità e dovremmo farlo anche noi. È un processo lungo, ma credo che alla fine ce la faremo».

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Ultime ore di mercato senza colpi di scena, ecco gli affari che potevano concludersi e chi esce vincitore

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Una deadline in linea con la gara delle schiacciate di quest’anno. Questa la sintesi estrema della serata (pomeriggio in USA) di ieri, con le squadre che non hanno voluto rischiare trade con nomi pesanti e si sono limitati a operazioni “sicure”. I più attivi nelle ultime ore sono stati sicuramente i Thunder e i Bulls, i Rockets hanno operato per migliorare il roster senza scossoni e i Sixers hanno dovuto “rinfrescare” il reparto lunghi.

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50 punti nel solo terzo quarto e gli Warriors battono ancora i Clippers, LeBron trascina i Cavs al Madison

Kevin Durant,Stephen CurrySi torna in campo dopo la sosta dell’All-Star Game e i Golden State Warriors ribaltano una partita complicata, battendo i Los Angeles Clippers, per la quarta volta in stagione, col punteggio di 123 a 113. Ancora out per infortunio Chris Paul, che non rischia il ritorno contro gli Warriors, ma che probabilmente tornerà alla prossima.

35 punti per Stephen Curry, che ne realizza 17 nel solo terzo quarto, nel quale gli Warriors segnano ben 50 punti con 9 triple (record di franchigia eguagliato), passando dal -12 al +12. Terzo quarto dominato nel quale i vicecampioni si vedono fischiare ben 3 falli tecnici: il primo a Draymond Green, dopo uno scontro con Blake Griffin; il secondo alla panchina per essere entrata in campo; il terzo a Andre Iguodala per proteste.

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Accadde oggi: 23 febbraio 1972, Tiny Archibald regala l’ultimo sorriso a Cincinnati

nbaitalianews-archibald-kingsL’inizio degli anni ‘70, segna la fine del sogno NBA per la città di Cincinnati. I Royals, che erano approdati da Rochester nel 1957, si apprestano a traslocare a Kansas City. Ma prima di dire addio la squadra, i tifosi dell’Ohio hanno il piacere di vedere all’opera Nate Tiny Archibald.

La guardia nativa di New York approda a Cincinnati nel 1970 come promessa. E nel 1972 è già una conferma. La sua seconda e ultima stagione con i Royals (l’anno dopo diventeranno quei Kings che conosciamo oggi) vede un netto salto di qualità: gli assist passano da 5.5 a 9.2 a partita e i punti da 16 a 28.2. Una crescita esponenziale, che passa anche da partite come quella del 23 febbraio 1972.

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Yao Ming è il nuovo presidente della federazione basket cinese

yao-mingLo possiamo dire senza alcuna ombra di dubbio: ogni giorno che passa la CBA si tinge sempre di più coi colori delle stelle NBA. La massima lega di pallacanestro cinese è infatti diventata un pascolo abbastanza fertile non solo per i tanti cestisti che decidono di finire la carriera alla corte di Pechino, e spesso con contratti da far impallidire quelli americani, o che semplicemente cercano un rilancio.

Ma stavolta siamo andati un pochino oltre con l’elezione di Yao Ming, già proprietario degli Shangai Sharks, come presidente della federazione cinese. Una vera e propria novità se pensiamo che sino allo scorso anno il ruolo era occupato da burocrati teleguidati, il più delle volte, dal Partito Comunista e che nulla capivano delle dinamiche di questo sport.

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Buone notizie per Chris Paul, potrebbe tornare già stanotte contro Golden State

chris-paul-clippersCi sono buone notizie per i Clippers perché il pollice di Chris Paul, che si era infortunato giusto un mese fa, starebbe meglio e potrebbe permettergli di tornare in campo già dall’incontro di stanotte contro gli Warriors. Certo di scritto non c’è nulla se pensiamo che per i medici i tempi di recupero sarebbero stati un po’ più lunghi, circa 4 – 6 settimane e quindi almeno per inizio marzo, ma stando a sentire le parole di coach Doc Rivers i segni della ripresa ci sono tutti:

«Mi sembra stia alla grande. Martedì si è allenato e questa è una buona notizia perché potrebbe addirittura pensare di giocare contro Stephen Curry e compagni. Certo non ne ho ancora la sicurezza ma è chiaro che sotto il punto di vista clinico stia in forma».

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L’obiettivo di Magic per i Lakers è uno solo: Paul George

6940151_paul-george-crossed-up-nik-stauskas-into_1622e747_mNon vuole perdere tempo Magic Johnson, che solo poche ore dopo il suo insediamento come presidente dei Los Angeles Lakers ha ufficializzato la prima trade, spedendo Lou Williams ai Rockets. Ora però vuole qualcosa che renda veramente magico questo suo ritorno, regalare una gioia ai suoi tifosi e portare una stella prima del termine del mercato invernale (oggi alle 15, ora americana).

Il primo della lista di mercato, probabilmente cerchiato una decina di volte, è Paul George, uomo franchigia degli Indiana Pacers dell’amico/nemico di Magic Larry Bird. George ha fatto capire, neanche troppo velatamente, che vuole vincere o provare a vincere da subito e nel caso in cui non fosse possibile non avrebbe problemi a fare le valigie e andare via.

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