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Un altro arresto nella NBA

mike scott hawksNon poteva finire peggio questo fine settimana per gli Hawks che si sono trovati a fare i conti con l’arresto di Michael Scott accusato di detenzione di sostanze stupefacenti.

I fatti, stando a quanto riporta lo sceriffo della contea di Banks in Georgia, sarebbero andati in questo modo: l’ala grande era in macchina con il fratello Antonn e dopo aver “bucato” un posto di blocco si sono lanciati a folle velocità cercando di seminare i poliziotti lungo una strada statale per oltre due miglia. Una volta bloccati la polizia ha capito il perché di questa fuga, visto che in macchina sono state trovate ingenti quantità di marijuana ed MD facendo scattare quindi l’arresto per tutti e due.

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Anche i Kings si affidano a un’assistente donna: Nancy Lieberman

Nancy LiebermanLe imprese di Becky Hammon hanno già influenzato l’intera NBA. Dopo i San Antonio Spurs infatti anche i Kings di Marco Belinelli e di George Karl, al primo anno sulla panchina di Sacramento, hanno deciso di ingaggiare un’assistente donna: è Nancy Lieberman, che comunica il suo nuovo ingaggio a ESPN con un secco: “I’m a King!”.

«Ho parlato con George Karl sulla possibilità di prenderla dopo che ci ha dato una mano alla Summer League di Las Vegas», ha detto Vlade Divac, «Lei è pazzesca, aggiunge alla squadra un’ulteriore dimensione e credo che per lei sia un’ottima opportunità di crescita».

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David Lee saluta gli Warriors da signore… dei burrito!

david lee barbosa warriorsSe ne sono viste di molte al momento degli addii di un giocatore con la squadra e lo staff, ma sicuramente a David Lee va il premio per l’originalità. Ormai è ufficiale il suo trasferimento ai Boston Celtics, ma le sue stagioni in maglia Warriors, coronate con il titolo nella stagione appena conclusa, sono stati intensi e lui ha voluto salutare il suo staff con un abbraccio al burrito.

Proprio così, Lee ha fatto recapitare a tutto lo staff una serie di scatole piene di burrito con un messaggio: “Per la vostra dedizione e massimo impegno in queste cinque stagioni. È stato un privilegio lavorare con un’organizzazione di primissimo livello”.

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Il mercato dei veterani NBA

andre millerA distanza di un mese dalla notte del Draft le squadre ora sono alla ricerca di esperienza per il loro roster. Nella notte infatti sono stati messi a termine operazioni di mercato che coinvolgono i veterani, chiamati a far crescere i giovani, oltre che a giocare minuti importanti nei momenti decisivi.

È il caso di Andre Miller, playmaker di 39 anni e alla 17esima stagione da Pro, che si trasferisce a Minnesota dopo l’ultima parte di stagione giocata con la maglia dei Kings, con 20 minuti di media a partita. Miller si aggiunge al “gruppetto” di play formato da Ricky Rubio e dal rookie Tyus Jones, che dovranno esser bravi a rubare dal più esperto i segreti della NBA.

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Le 10 verità di LeBron in un botta e risposta su Twitter coi fan

lebron james cavsIeri è emerso un LeBron James inedito, tanto da essersi aperto a dei botta e risposta con numerosi fan su Twitter rispondendo per una mezz’ora ad un buon numero di domande. Certo il tempo era quello che era, e quindi risultava impossibile rispondere a tutti, ma è servito comunque per tratteggiare una figura più umana di questo campione e per far avere un contatto diretto ai tanti tifosi. Potenza del web!

Numerosi gli argomenti toccati, partendo dall’àmbito più personale a quello meramente sportivo. Si è partiti con la sua canzone preferita, Future di March Madness che ha spiazzato i molti abituati ai suoi dubbi gusti musicali, per proseguire con la sua passione, mai celata, per il football americano. A chi gli avesse chiesto se, come Michael Jordan con altri sport, fosse possibile una sua carriera nella NFL (la lega nordamericana di football) ha risposto smentendo un suo futuro, almeno per ora, con il pallone ovale.

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Larry Bird scherza sul duello con Jordan

Larry BirdQuando Michael Jordan ha detto pochi giorni fa che in un “uno contro uno” avrebbe battuto senza troppi problemi l’intero roster degli Hornets tutti avevamo preso la notizia come una spacconata da bar.

Larry Bird, altra leggenda vivente dell’NBA al pari di MJ, una volta informato della vicenda è scoppiato in una fragorosa risata in grado di riproporre, ai più vecchi, quell’antica rivalità – complicità tra i due che tanto aveva infiammato gli anni ’90.

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Ufficiale il contratto di Dellavedova

dellavedova cavsDopo aver creato spazio nel roster con lo scambio di Mike Miller e Brendan Haywood i Cavs ora sono concentrati sui contratti dei free agent. Il primo ad aver firmato è l’australiano Matthew Dellavedova, che rimarrà quindi in maglia Cavaliers per un’altra stagione a 1,2 milioni.

Dopo aver conquistato tutti nei playoff della scorsa stagione, con un’eroica Gara 3 e aver sostituito gli infortunati Irving e Shumpert e lo squalificato J.R. Smith, Dellavedova può disputare una stagione puntando al titolo per guadagnarsi un contratto più consistente per la stagione 2016/17, quando il limite per il monte ingaggi sarà ulteriormente alzato.

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Kobe chiamato a cambiare ruolo: «Sono pronto!»

Kobe Bryant pensieroso per la serata no sua e dei Lakers

Il mercato dei Lakers ha cambiato volto alla squadra, ma d’altro canto serviva una virata netta rispetto alle passate stagioni. Dalla chiamata del Draft in poi infatti si è voluto ringiovanire il reparto dei “piccoli” per puntare sullo strapotere sotto canestro di Roy Hibbert. Questo però pone alcuni interrogativi.

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Coach Pop elogia la sua assistente: «Becky è nata per allenare»

becky hammonBecky Hammon ha imposto una rivoluzione in tutta l’NBA. Come sappiamo in pochi mesi ha assunto il ruolo di vice di Popovich, ha guidato durante la Summer League gli Spurs come allenatrice portandoli infine al titolo. Una vittoria doppiamente positiva se si pensa che sia il primo trofeo ufficiale vinto sotto la guida di una donna, in un ambito dove riuscirsi a ritagliarsi spazi non è facile.

Pop, attento come al solito alle dinamiche dei San Antonio, non ha perso tempo per congratularsi per il risultato ottenuto dalla sua assistente, trovando anche qualche spunto per riflettere: «Non bado molto, ad essere sincero, al fatto che sia una donna; per me lei resta solo un coach bravo in quello che fa. Spesso riflettendo ho pensato che in molti potessero interpretare la scelta di averla in qualità di vice come un’espediente di facciata per farsi pubblicità ma ha dato prova del contrario.

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Josh Smith costretto a tirare avanti con pochi spiccioli…

josh smithNon possiamo dire che Josh Smith, 28 anni ed 11 di militanza nell’NBA, sia proprio un indigente con più di 90 milioni di dollari guadagnati nell’arco di tutta la sua carriera agonistica.

Eppure il suo repentino passaggio dagli Houston Rockets ai Clippers ha ridotto di molto le sue pretese salariali, con un contratto di un solo anno per l’ammontare di 1,5 milioni di dollari. Facendogli i conti in tasca, a quanto guadagnerà a LA vanno aggiunti altri 5,4 milioni dovuti ad un contratto firmato nel 2013 coi Pistons e rotto per problemi con la società, ma comunque valido fino al 2019.

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I Cavs spediscono Mike Miller e Brendan Haywood a Portland

mike millerÈ tempo di partenze per i Cavaliers che hanno deciso di mettere a termine un’operazione finalizzata ad avere una maggiore disponibilità economica in futuro. Mike Miller, il centro Brendan Haywood e due seconde scelte al Draft sono stati scambiati con i Blazers per risparmiare sulla luxury-tax e avere due eccezioni per gli scambi.

In questo modo infatti i Cavs possono acquistare tramite scambi due giocatori e utilizzare queste eccezioni per investire 10,5 milioni per la prima e poco meno di 3 milioni per la seconda. Detto in parole povere, nel corso della stagione il General Manager David Griffin può acquistare un giocatore in una trade e offrirgli un contratto che non verrà sommato nel salary cap della squadra.

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La NBA e Twitter, i problemi dei social

hibbert tvForse è definitivamente scoppiata la mania dei social nella NBA. Da tempo ormai ogni giocatore o addetto ai lavori passa le sue giornate su Twitter, Facebook, Instagram e mille altri social network, ma subito dopo le finali, forse perché manca il basket giocato non si riesce a star dietro ai numerosi aggiornamenti e qualche volta insulti che provengono dai social.

Ultimo dei problemi è di Roy Hibbert, che forse spinto da un amore troppo grande per la maglia (almeno per un professionista di quel livello) aveva deciso di registrarsi a Twitter col nickname di Hoya2aPacer. Ora che ai Pacers non c’è più sarebbe il caso di scegliere Hoya2aLakers.

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