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Paul Pierce

Paul Pierce annuncia: «Questa sarà la mia ultima stagione»

Nell’estate dei ritiri illustri un altro grande nome è prossimo a terminare la sua carriera. Paul Pierce ha infatti comunicato che questa che sta per […]

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Titoli di coda anche per Kevin Garnett

Pessime notizie per tutti i nostalgici dell’NBA, anche Kevin Garnett, l’ultimo grande veterano dei tempi andati, starebbe pensando alla pensione. Non c’è ancora nulla di […]

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Westbrook estende il contratto con i Thunder

La firma dovrebbe arrivare nella giornata di oggi, ma fonti vicine al giocatore hanno confermato che l’accordo è stato raggiunto. Russell Westbrook e gli Oklahoma […]

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LeBron James confessa: «La mia motivazione è la ricerca di quel fantasma che giocava a Chicago»

Ha sempre voluto evitare un confronto con i grandi del passato e anche questa volta non vuole mettersi in competizione col più grande. In un’intervista […]

Lue alle prese con la fatica di LeBron: «È un testardo, ma lo costringerò a riposarsi»

tyronn lueQuali sono gli obiettivi dei Cavs per la prossima regular? Tornare per la terza stagione consecutiva alle finals e vincere il secondo anello della loro storia. Scontato quindi. Anche se il problema vero sentendo le parole di coach Tyronn Lue sarà cercare di bilanciare scientificamente le varie prestazioni di LeBron James con la giusta quantità di riposo, onde evitare di trovarsi d’emblée senza il giocatore centrale dell’intera franchigia.

Del resto basta avere una buona memoria per capire il perché: negli ultimi 6 anni, di cui 4 con gli Heat, King James è stato ospite fisso delle Finals macinando chilometri su chilometri, quindi è evidente che i vari momenti di pausa non possono essere presi troppo sotto gamba.

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Wade è sicuro: «Rondo è il play più forte con cui abbia mai giocato»

wade-rondo-bullsFermi tutti, con tutto il rispetto per i vari Gary Payton, Mario Chalmers e Goran Dragic non ci sono dubbi per Dwyane Wade: il miglior playmaker con cui «io abbia mai giocato» è sicuramente il neo compagno di squadra Rajon Rondo.

Un’approvazione di quelle importanti e che fanno piacere, se non fosse però per un piccolissimo particolare: sebbene i due condividano la maglia dei Bulls non hanno ancora mai avuto modo di giocare insieme. Senza fare troppe polemiche si tratta sicuramente di un eccesso di zelo e di amicizia che però trova riscontri reali anche sotto il punto di vista statistico: ai tempi in cui Dwyane era a Miami Payton aveva 37 anni, 2005/2006, Chalmers non è un play puro e Dragic, unico veramente competitivo in questa classifica, non riesce a stargli dietro in quanto ad assist.

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Al Horford carica i Celtics: «Possiamo vincere il titolo»

al-horford-celticsSono bastate poche settimane ad Al Horford per ambientarsi a Boston. Ormai Atlanta e gli Hawks sono il passato e la corte che gli hanno fatto alcune squadre non ha funzionato, il lungo ha deciso di firmare un contratto da 113 milioni per 4 anni con i Celtics. Isaiah Thomas, play e giocatore simbolo della squadra ha dichiarato dopo l’acquisto: «Cavolo! Ora ci sarà sempre il sole!». Segno che la trattativa fallita per arrivare a Durant è stata dimenticata velocemente.

Horford alla prima intervista in maglia verde ha detto: «È una sensazione strana essere qui, ma mi sento bene. Ho scelto i Celtics per il gruppo, la società e il potenziale che c’è qui».

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Stephen Curry sul rinnovo: «Non voglio parlarne ora, ma resterò qui»

stephen-curry-2016Buone notizie per tutti i fan degli Warriors, Curry ha appena ammesso di pensare al rinnovo quando, a fine della prossima stagione, diventerà free agent. Una scelta molto in controtendenza rispetto a quanto visto da due illustri precedenti come LeBron James e Kevin Durant che, ricordiamo, non appena finì la loro prima estensione post rookie fecero le valigie per andare chi verso Miami e chi proprio verso Oakland.

Certo per dire che sia un atteggiamento voluto per differenziarsi ce ne vuole, ma i dietrologi possono comunque alimentare le proprie tesi con l’ultima uscita di Steph sul trattamento economico che non sarebbe poi così centrale:

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Pat Riley scarica Chris Bosh, LeBron James lo difende

chris-bosh-lebron-james-heatDi Chris Bosh tutto si può dire tranne che la buona sorte lo favorisca, perché se è vero il detto che la fortuna è cieca ed invece la sfortuna ci vede benissimo sembra proprio che qualcuno si diverta a perseguitarlo. Dopo il cauto ottimismo delle scorse settimane, nemmeno 13 giorni fa si parlava di un suo ritorno attivo in campo dopo i tanti problemi di salute, è bastato un esame andato male lo scorso venerdì per fargli chiudere definitivamente le porte in faccia dagli Heat.

Il numero uno della franchigia, Pat Riley, è stato infatti piuttosto risolutivo commentando senza peli sulla lingua che «in questo momento non stiamo lavorando sul suo ritorno». Parole abbastanza dure e che non cambiano di significato nonostante abbia tentato subito dopo di aggiustare il tiro con toni più distensivi:

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Anthony Davis è tornato: «Ancora non mi sono allenato, ma mi sento pronto»

anthony davisBuone notizie per tutti i fan dei Pelicans, Anthony Davis quest’anno ci sarà ed ha intenzione di tornare in campo più agguerrito che mai. Sembra infatti essersi ripreso dalla continua serie di infortuni che tanto gli è costata nell’ultimo periodo, tra rinuncia al sogno olimpico e penalizzazioni economiche (la Rose Rule su tutte).

E ci sono pure grosse novità sotto il punto di vista fisico visto che il gigante è cresciuto ancora raggiungendo non solo i due metri e dieci ma arrivando a pesare addirittura a quota 113 chili. Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che dopo un po’ di stop è normale sentirsi un po’ spaesati come ha riconosciuto per sua stessa ammissione:

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I Rockets nelle mani di Harden, coach D’Antoni gli affida completamente la squadra

james harden cucinaQuando si parla di Rockets la premessa da fare è sempre la stessa: la stagione dell’anno scorso non solo è stata una delusione quanto a risultati, 41 vittorie e 41 sconfitte sono una cifra che parla da sola, ma anche a livello emotivo con tanti cestisti frustrati e delusi.

L’esempio più calzante di tutti è quello di James Harden che giusto qualche giorno fa confidava a mezzo stampa di aver quasi temuto di perdere l’amore per il gioco e tutto il resto non tanto a livello personale, le sue statistiche negli ultimi due anni sono migliorate, ma per l’impossibilità di diventare protagonisti come gruppo. Insomma parliamo di un soffrire parecchio quella che è un’aura mediocritas che, purtroppo per loro, tutta Houston conosce bene.

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Prime parole da Hornets di Belinelli: «Qui mi sento bene. Voglio dimenticare la nazionale e i Kings»

marco-belinelli-hornetsInizia una nuova avventura per il nostro Marco Belinelli. Primo giorno ufficiale da Hornets al Media Day per lui, che ha ricevuto i complimenti dei suoi nuovi compagni e gli apprezzamenti di coach Steve Clifford. «Ho solo detto: “Prendiamolo subito!”», ha dichiarato Nicolas Batum, «molti non sanno quanto forte sia. Può prendersi un tiro praticamente da dove vuole ed è in grado di segnarlo».

Una squadra che già lo scorso anno aveva impressionato per gioco e risultati, merito soprattutto dell’allenatore. «Sono sempre stato un suo ammiratore», ha detto Clifford, «e la cosa che mi piace di più è che dà il massimo nelle grandi occasioni. Come le finali di San Antonio».

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Andre Drummond carico e dimagrito promette: «Pistons ai playoff e io miglior rimbalzista»

andre-drummond-nba-chicago-bulls-detroit-pistons1-850x560Chi aveva ancora dei dubbi sul sodalizio creatosi tra Andre Drummond ed i Pistons si è dovuto sicuramente ricredere a luglio, quando tra i due venne firmato un rinnovo di quelli pesanti che prevedeva cinque anni per 130 milioni di dollari.

Segno evidente che la franchigia punta tanto su questo ragazzo, nemmeno ventitreenne, che rappresenta con Caldwell-Pope l’ultimo sopravvissuto al roster trovato da Van Gundy due anni fa e attorno al quale, proprio il coach, è riuscito a costruire una squadra in grado di tornare ai playoff dopo ben 8 anni.

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Nikola Pekovic out per la stagione, si pensa a una rescissione

nikola-pekovicStagione già finita e carriera a rischio per Nikola Pekovic, fermato per l’ennesima volta dai soliti problemi a caviglia e tendine d’Achille. Una vera e propria maledizione che negli ultimi due anni gli è costata tantissimo con meno di 50 partite all’attivo, per essere precisi 12 l’anno scorso e 31 due anni fa.

Continuare in queste condizioni diventa veramente impossibile e sebbene coach Thibodeau ostenti ottimismo – «Siamo fiduciosi, inizierà a rispondere bene alle cure. Abbiamo avuto molti momenti buoni ma pure tanti di stop» – c’è già chi inizia pensare ad un addio anticipato al mondo del professionismo. Un vero peccato visto che in NBA, numeri alla mano, il montenegrino era riuscito nonostante tutto a difendersi bene.

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Paul Pierce annuncia: «Questa sarà la mia ultima stagione»

Paul PierceNell’estate dei ritiri illustri un altro grande nome è prossimo a terminare la sua carriera. Paul Pierce ha infatti comunicato che questa che sta per cominciare sarà la sua ultima stagione da professionista e lo ha fatto con un lungo messaggio al The Players Tribune. Sulla scia di quanto fatto un anno fa da Kobe Bryant, Pierce giocherà un ultimo anno sfilando in tutte le arene NBA.

«Una decisone difficile, ma credo che io debba essere onesto con me stesso. Sono pronto a ritirarmi, ma non prima di aver fatto un “ultimo giro”. Un’altra stagione, un’altra opportunità. Con i Clippers, nella città in cui sono cresciuto. Ho l’occasione di giocare per una grande squadra, siamo affamati e vogliamo vincere il titolo».

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La difficile preparazione dei Miami Heat, decimati dal mercato e dagli infortuni

Chris BoshLa notizia resa nota nel fine settimana ha gelato l’ambiente di Miami. Chris Bosh, che si era dichiarato pronto a tornare in campo, non ha passato le visite mediche e non si unirà al gruppo per il training camp. In un breve video pubblicato su UNINTERRUPTED il lungo ex Raptors ha voluto ringraziare i tifosi che lo sostengono, affermando che questo è solo uno stop che non gli impedirà di tornare in attività.

La squadra di coach Erik Spoelstra è senza Dwyane Wade, Chris Bosh e Luol Deng. Sarà una stagione di ricostruzione e tutto al momento è sulle spalle di Goran Dragic, che però si è detto pronto.

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