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Cleveland Cavaliers v Atlanta Hawks - Game One

Cavs in finale. Settima di fila per LeBron, che supera Jordan: «Ho sempre voluto essere come lui»

I Cleveland Cavaliers archiviano la pratica Celtics e staccano il pass per la terza finale NBA consecutiva, sempre contro i Golden State Warriors, cosa mai successa […]

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Cavs trascinati da Irving a una vittoria dalle Finals, LeBron: «È nato per momenti come questi»

I fantasmi di Gara 3, persa a sorpresa dai Cleveland Cavaliers, spaventano ancora i campioni in carica, che si trovano a rincorrere anche in Gara […]

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Warriors alle Finals, il proprietario: «Voglio i Cavs, abbiamo un lavoro da portare a termine»

Percorso netto per i Golden State Warriors, che battono i San Antonio Spurs 129 a 115 e accedono alle NBA Finals per il terzo anno […]

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I Celtics recuperano 21 punti e riaprono la serie, Horford: «Questa squadra ha un cuore immenso»

Tutti li davano per spacciati, sotto 2 a 0 nella serie e senza Isaiah Thomas, fuori per il resto dei playoff per l’infortunio all’anca, e […]

Accadde oggi: 28 maggio 1997, i Bulls eliminano gli Heat e volano verso il 5° titolo

nbaitalianews jordan pippen rodman 1997Ricordo di 20 anni fa esatti. Il 28 maggio 1997, i Bulls mettono un altro tassello verso il loro quinto titolo. Il secondo three-peat si avvicina, quando Chicago si aggiudica la Eastern Conference superando i Miami Heat in 5 gare. L’ultima in casa, un successo per 100-83.

Rispetto all’anno prima, quando non erano riusciti minimamente a scalfire la corazza dei Bulls, questa volta gli Heat si sono tolti la soddisfazione di vincere un match. Proprio in Gara 4, quando Jordan e soci speravano di chiudere già i conti. Poco male, almeno il traguardo viene tagliato davanti ai propri tifosi.

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Accadde oggi: 27 maggio 1991 e 1996, partono i due three-peat dei Bulls

nbaitalianews jordan pippen 1992La storia dei Bulls è contrassegnata dai due storici three-peat. Il primo dal 1991 al 1993, il secondo dal 1996 al 1998. Oltre ad essere contrassegnati dalla firma di Michael Jordan, entrambi hanno un fatto comune: sono partiti il 27 maggio. Sia nel 1991 che nel 1996, Chicago vince il titolo della Eastern Conference e si lancia alla caccia dell’anello.

Il primo è appunto datato 1991. Dopo vari tentativi, Jordan riesce finalmente a portare i suoi all’ultimo atto dell’NBA. L’anno è quello buono e i Bulls non danno mai l’impressione di sbandare. Vincono la regular season con con un bilancio di 61 successi e 21 sconfitte. E nei playoff non fanno sconti a nessuno. Prima il 3-0 ai Knicks, poi il 4-1 ai 76ers. L’ultimo ostacolo è rappresentato dai Pistons campioni in carica. In palio non c’è solo la vittoria della Conference e un posto in finale, ma i Bulls devono cancellare anche il ko dell’anno prima.

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Magic e il mercato dei Lakers: «L’unico incedibile è Ingram»

brandon ingramSiamo sinceri, quando un paio di mesi fa i Lakers diedero l’annuncio del ritorno di Magic Johnson come presidente operativo per il mercato tutti pensavamo fosse solo un’ottima trovata pubblicitaria. Di quelle, per intenderci, in grado di nascondere momentaneamente i problemi cronici con cui Los Angeles deve fare i conti.

Bene, stando a sentire le sue parole sembra proprio che ci siamo sbagliati. Earvin ha infatti fatto capire senza mezzi termini che il suo obiettivo principale resta quello di tornare e vincere passando necessariamente da una squadra giovane con un nucleo in grado di abbassare drasticamente l’età media della franchigia.

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Accadde oggi: 26 maggio 2011, LeBron James inizia la striscia delle 7 Finals

nbaitalianews heat 2011La notte scorsa, LeBron James ha aggiunto un paio di perle alla sua carriera. La più importante è sicuramente il sorpasso a Michael Jordan per il numero di punti segnati nei playoff. Ma vincendo a Boston e portando Cleveland all’ultimo atto, il King ha ottenuto il pass per le Finals per la settima volta consecutiva. Una striscia favolosa iniziata esattamente 6 anni fa: il 26 maggio del 2011, quando i suoi Miami Heat chiudono i giochi contro i Bulls piazzando il punto del 4-1. A Chicago, Miami vince 83-80.

L’Est regala la finale di Conference più attesa. I Bulls sono stati trascinati dall’mvp Derrick Rose. Le 62 vittorie hanno garantito il primo posto in griglia e le 2 successive vittorie su Indiana e Atlanta hanno confermato le potenzialità del gruppo. Miami di partite ne ha vinte 58, ma nella post season ha lasciato le briciole a Philadelphia e a Boston.

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Celtics a testa alta, Horford: «Stagione positiva, ma dobbiamo crescere per arrivare al livello dei Cavs»

celtics-huddle-horfordSi conclude sul 4-1 la serie con i Cleveland Cavaliers e sfuma così il sogno di conquistare la Eastern Conference per i Boston Celtics, che però hanno lottato e soprattutto evitato lo sweep contro i campioni in carica.

La differenza di valori tra le due squadre è sembrata evidente in molte delle sfide della serie, ma i Celtics possono archiviare la stagione con qualche certezza in più: Isaiah Thomas è ormai un top player, coach Brad Stevens ha fatto vedere di essere all’altezza dei migliori allenatori della lega e l’unità del gruppo, lampante nella serie contro gli Wizards, sono ottime basi da cui partire. In più a breve c’è una prima scelta al Draft che non fa mai male.

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Cavs in finale. Settima di fila per LeBron, che supera Jordan: «Ho sempre voluto essere come lui»

Cleveland Cavaliers v Atlanta Hawks - Game OneI Cleveland Cavaliers archiviano la pratica Celtics e staccano il pass per la terza finale NBA consecutiva, sempre contro i Golden State Warriors, cosa mai successa nella storia NBA. Gara 5 con la quale i Cavs hanno chiuso la serie si è praticamente decisa già nel primo quarto, chiuso sul 43 a 27, nel quale i campioni in carica registrano il record di punti in un quarto ai playoff.

LeBron James si prende la Eastern Conference per il settimo anno di fila con una partita da 35 punti, che gli permettono di superare Michael Jordan nella classifica di marcatori all-time ai playoff.

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Accadde oggi: 25 maggio 1975, gli Warriors battono i Bullets e tornano a trionfare

barry golden state 1975Il 25 maggio è una data storica per San Francisco. Nel 1975, gli Warriors riescono finalmente a conquistare il titolo NBA, il primo da quando la franchigia si è trasferita in California all’inizio degli anni ‘60. La cavalcata vincente si chiude nelle Finals contro i Bullets e il trionfo è direttamente a Washington. Dopo le prime 3 vittorie, arriva anche quella in Gara 4: 96-95.

Per gli Warriors di oggi, che si apprestano a giocarsi il titolo per la terza volta di fila, è diventata un’abitudine. Ma in quel 1975, l’anello mette fine a una lunga fase di astinenza. Gli Warriors avevano trionfato nel 1947 e nel 1956 quando ancora erano a Philadelphia. E neppure l’astro Wilt Chamberlain era riuscito a mettere fine a questo digiuno. Neanche dopo il 1962 e il trasloco a San Francisco.

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Tyronn Lue: «Prima pensiamo ai Celtics, sono più difficili da difendere degli Warriors»

tyronn lueI Cleveland Cavaliers sono a una sola vittoria dalle Finals, dove ad aspettarli ci sono i Golden State Warriors imbattuti ai playoff. Prima di pensare alla “bella” tra le due squadre però c’è ancora da chiudere la serie con i Boston Celtics e l’allenatore dei Cavs Tyronn Lue non vuole prendere sotto gamba questo ultimo impegno.

«Ancora non penso alla finale», ha detto ieri ai giornalisti, «siamo totalmente concentrati su Boston. Il sistema di gioco con cui stanno attaccando è difficile da difendere, molto più di quello di Golden State per me. È un modo di giocare totalmente differente, che coinvolge tutti i giocatori e al massimo della velocità».

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Accadde oggi: 24 maggio 2012, gli Heat eliminano anche i Pacers

nbaitalianews heat 2012Cinque anni fa oggi, nel 2012, gli Heat mettono un altro mattone verso il primo dei 2 titoli targati LeBron James. Dopo aver eliminato i Knicks di Carmelo Anthony, Miami estromette dai giochi anche gli Indiana Pacers. Vittoria in 6 partite, l’ultima in trasferta il 24 maggio: 105-93.

Gli Heat costruiscono il loro successo con pazienza, dopo aver rischiato il tracollo. I Pacers sono stati capaci di portarsi avanti 2-1 e in Gara 3 hanno lasciato gli avversari ad appena 75 punti. Ma dalla successiva sfida, sempre sullo stesso parquet di Indianapolis, Miami torna a fare la voce grossa. Riprende il vantaggio sul 3-2 e ha la prima chance di chiudere i conti.

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Cavs trascinati da Irving a una vittoria dalle Finals, LeBron: «È nato per momenti come questi»

irving playoffI fantasmi di Gara 3, persa a sorpresa dai Cleveland Cavaliers, spaventano ancora i campioni in carica, che si trovano a rincorrere anche in Gara 4 contro i Boston Celtics. Poi nel secondo tempo Kyrie Irving «si prende la squadra sulle spalle», parola di coach Tyronn Lue, e la conduce alla vittoria, per 112 a 99, portando così la serie sul 3 a 1, a una sola W dalla terza finale NBA in 3 anni.

42 punti al termine della partita per Irving, che ha tenuto tutti col fiato sospeso quando è andato a terra per una storta alla caviglia, ma questo non gli ha impedito di segnare ben 33 punti in soli 19 minuti.

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Accadde oggi: 23 maggio 1999, gli Spurs fanno fuori anche i Lakers e proseguono la striscia

nbaitalianews duncan robinsonL’attesa è stata lunga e per non mancare la chance di una vita, San Antonio decide di fare tutto per bene. Nella rincorsa al primo storico titolo, quello del 1999, gli Spurs si rendono protagonisti di una striscia esaltante. Prima di un innocuo ko nelle Finals contro i Knicks, i texani piazzano 12 vittorie di fila, 4 delle quali contro i Lakers in semifinale. L’ultima, che vale il passaggio del turno, il 23 maggio. A Los Angeles finisce 118-107.

Il più è fatto, manca solo la firma sul piccolo capolavoro e arriva puntuale. Avanti 3-0 dopo aver già espugnato una volta il parquet californiano, gli Spurs scendono in campo con il piglio giusto. Gara 4 sembra già archiviata all’intervallo sul +14 per gli ospiti. I Lakers hanno l’orgoglio per provare a riaprirla nel terzo quarto, ma alla fine è +11.

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Ginobili riceve l’ovazione dei tifosi Spurs: «Non so se continuo, ma sarò felice comunque»

manu ginobili spursGregg Popovich ha deciso di onorarlo con la prima da titolare in stagione, in quella che potrebbe essere stata l’ultima partita in NBA di Manu Ginobili. L’argentino, una delle colonne dell’era d’oro dei San Antonio Spurs, ha ricevuto l’ovazione commossa di tutta l’arena, quando a 2 minuti dalla fine di Gara 4 coach Pop lo ha richiamato in panchina e anche gli avversari si sono uniti all’applauso.

«Gli ho detto che non sapevo per quale motivo fosse quella standing ovation», ha detto Patty Mills, seduto vicino a lui in panchina, «e lui mi ha risposto: “Si, credo che tornerò ancora in campo per altri tre anni”, o qualcosa del genere».

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